Team Analysis – I segreti del miracolo SPAL

23.04.2017 12:25 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 286 volte
Fonte: matchstudio.wordpress.com
© foto di Federico Gaetano
Team Analysis – I segreti del miracolo SPAL

Disposizione in fase di possesso palla

 

La declinazione del 3-5-2 nell’idea di gioco di Semplici è piuttosto originale: la posizione molto larga della mezzali Mora e Schiattarella determina uno svuotamento della zona centrale del campo e l’avanzamento dei due esterni Costa e Lazzari praticamente sulla stessa linea degli attaccanti.

Inizio del gioco

L’incipit della manovra della SPAL è gestito dai tre difensori e dal portiere che, essendo spesso in superiorità numerica contro il pressing avversario, riescono a consolidare il possesso, avvalendosi anche dell’aiuto del mediano Castagnetti, mostrando grande personalità e buona tecnica.

L’espediente tattico utilizzato per rendere ancora più efficace e consolidato il possesso basso è l’allargamento delle mezzali ai lati dei due difensori centrali più esterni così da avere un ulteriore scarico semplice laterale in caso di necessità.

Sviluppo del gioco

Il movimento ad allargarsi delle mezzali apre letteralmente il campo e facilita le verticalizzazioni verso le punte dei due difensori centrali laterali Cremonesi e Bonifazi. I due attaccanti Floccari e Antenucci in questa fase di gioco si abbassano posizionandosi verticalmente uno immediatamente dietro l’altro.

In alternativa sono i difensori centrali stessi che sfruttano lo spazio centrale creato dall’allargamento delle mezzali per avanzare palla al piede fino alle trequarti avversaria cercando poi lo scarico per i compagni.

Quando invece la SPAL costruisce l’azione sulle fasce, l’esterno attacca la profondità mentre la mezzala si abbassa per ricevere l’appoggio dal difensore centrale: in questa situazione la giocata classica è la ricerca immediata della punta che viene incontro con un passaggio secco di prima verso il centro del campo e di conseguenza la punta chiuderà la giocata con la palla in profondità per il compagno che era scattato in precedenza. Molto utilizzata anche l’inversione di ruoli tra esterno, che si abbassa, e mezzala che attacca la profondità.

Finalizzazione

La finalizzazione in zona centrale è affidata alle combinazioni tra i due attaccanti che, giocando sempre molto vicini e in verticale, con veli, scambi rapidi in spazi ristretti e uno-due ad alto tasso tecnico riescono spesso ad andare alla conclusione dal limite.

Quando invece l’azione offensiva ferrarese trova sbocco sugli esterni e sfocia in cross dal fondo, la SPAL occupa l’area in maniera massiccia: sono sempre almeno 4 i giocatori che tentano la finalizzazione: oltre alle due punte in area si portano sempre sia la mezzala sia l’esterno che giocano sul lato opposto rispetto a quello dal quale proviene il cross.

Disposizione in fase di non possesso

In fase di non possesso palla la SPAL si racchiude in un 5-3-2 grazie all’abbassamento dei due esterni sulla linea dei difensori.

Linea difensiva

La linea difensiva della SPAL si posiziona sulla trequarti e i tre difensori centrali sono sempre molto aggressivi sull’avversario tentando spesso l’anticipo. La linea difensiva a 5 consente poi ai difensori centrali laterali di avanzare molto la loro posizione in marcatura preventiva sull’avversario perché alle loro spalle, grazie alla diagonale dell’esterno, la retroguardia si riposizionerà momentaneamente a 4.

Pressing

Il pressing offensivo è un’arma che la formazione ferrarese usa sporadicamente ma in quelle poche occasioni decisione e organizzazione sono evidenti. Tuttavia il pressing della SPAL inizia prevalentemente nella zona della linea di centrocampo e sulle fasce alzando l’esterno sulla linea dei centrocampisti.

Transizione positiva

La fase di transizione positiva è un punto di forza della SPAL: non appena il pallone viene recuperato si cerca subito l’appoggio su una delle due punte che viene incontro mentre entrambi gli esterni attaccano la profondità. Così facendo la formazione ferrarese ha sempre almeno 4 giocatori immediatamente oltre la linea del pallone senza considerare l’ottimo appoggio della transizione da parte delle mezzali che accorciano verso la zona della palla per alimentare nuovamente l’azione offensiva.

Transizione negativa

La fase di transizione negativa è invece il punto debole della formazione di Semplici: lo schieramento in fase di possesso con le mezzali larghe e gli esterni molto alti è difficile da sostenere una volta perso il pallone. In questa fase di gioco sarebbe fondamentale la riaggressione immediata una volta che l’avversario entra in possesso di palla ma le posizioni dei centrocampisti della SPAL sono troppo larghe per consentire un recupero palla veloce e quindi efficace.

Spesso quindi si crea una frattura tra i 4 giocatori difensivi, i 3 difensori più il mediano, e il resto della squadra che si cerca di sanare indietreggiando il più possibile per dar tempo ai compagni di rientrare in posizione.