Analisi Tattica: il Parma di Roberto D’Aversa

 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 41 volte
Fonte: http://assoanalisti.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Analisi Tattica: il Parma di Roberto D’Aversa

Dopo il fallimento e la successiva ripartenza dalla serie D, il Parma in due anni conquista due promozioni, l’ultima delle quali la riporta in serie B, dopo una serie infinita di partite, conclusa con la vittoria nelle Final Four di Firenze ai danni dell’Alessandria.

 

CARATTERISTICHE E SISTEMA DI GIOCO

 

Il Parma è una squadra molto esperta con elementi di categoria superiore, una squadra costruita per cercare nell’immediato la risalita verso la serie A. Gioca un calcio molto pratico, ricercando spesso la verticalizzazione sulla punta (CALAIO’) che gioca di sponda per i due esterni d’attacco e gli interni di centrocampo, abili nell’inserimento nell’ultimo terzo di campo.

 

FASE DI POSSESSO

 

In fase di possesso, la squadra si dispone con l’1-4-3-3, con il centrocampo scaglionato, per favorire l’inserimento degli interni, e con gli esterni in ampiezza ma pronti a giocare di sponda con la punta.

In fase di costruzione, con palla al portiere, si crea il rombo con i centrali che si allargano e il mediano, con i terzini in ampiezza. Dopo il primo passaggio, comunque, si cerca l’immediata verticalizzazione sulla punta.

Con la giocata per la punta, la squadra accorcia in avanti, con il sostegno dei centrocampisti pronti a giocare sulla seconda palla e con gli esterni pronti o a venire dentro per la sponda o ad attaccare gli spazi dietro la linea difensiva.

Un’altra giocata che cercano in fase di sviluppo, avviene attraverso la catena laterale: con palla al terzino, il mediano diventa il vertice interno e l’interno di parte quello esterno di un triangolo. Con un giocatore che da ampiezza, l’esterno viene dentro al campo per attaccare la profondità alle spalle del terzino.

In zona di finalizzazione, oltre alla ricerca dei tagli degli esterni su palla centrale, quando la palla è laterale si vedono i principi evidenziati in precedenza: taglio degli esterni ad attaccare la porta e inserimento del centrocampista contrario a rimorchio (gol contro l’Alessandria).

TRANSIZIONE OFFENSIVA

 

In transizione offensiva, si ricerca l’immediata verticalità. Il riferimento è BARAYE, giocatore dalle spiccate doti atletiche. Viene ricercato o con un attacco diretto o con un gioco di sponda, sempre attuato da CALAIO’.

FASE DI NON POSSESSO

 

In fase di non possesso, i due esterni offensivi si abbassano, formando con i centrocampisti una linea a 5. Si ricerca la densità centrale con i tre centrocampisti scaglionati.

 

Il Parma non inizia la fase di non possesso con un pressing nella metà campo offensiva, ma si preoccupa di difendere quella difensiva, con linee strette per evitare di subire un passaggio tra queste.

Nonostante la grande attenzione nel mantenere la squadra corta e concentrata, un movimento che la retroguardia emiliana soffre è la palla tra le linee sul lato cieco, quindi con un passaggio in diagonale per una punta che si stacca dalla linea difensiva, cioè andando incontro alla palla e prendendo spazio dal difensore.

TRANSIZIONI DIFENSIVE

 

Nelle azioni offensive, il Parma attacca sempre con un numero limitato di uomini, dovuto al fatto che giocano nell’immediato quasi sempre in verticale sugli attaccanti: questo fa si che quando perdono il possesso, ci sono sempre almeno 4/5 giocatori in copertura, e ciò rende molto difficile farsi trovare impreparati nelle transizioni difensive. Non ci sono atteggiamenti di pressing e riconquista, ma anche in queste situazioni si vede l’atteggiamento evidenziato in precedenza di proteggere la propria metà campo.