Analisi Tattica: il Napoli di Maurizio Sarri 2017-2018

04.11.2017 09:46 di Redazione FS24 Twitter:    Vedi letture
Fonte: assoanalisti.it
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Analisi Tattica: il Napoli di Maurizio Sarri 2017-2018

Il Napoli di Maurizio Sarri presenta un 1-4-3-3 tutto corsa, ritmo, palleggio e dinamismo. Ama tenere il pallone nella metà campo avversaria per avere in mano il pallino del gioco e sa far molto male in transizione positiva, nonostante ciò la fase di non possesso come proporrò più avanti è curata maniacalmente. Se si vuole trovare un “difetto” a questa squadra è la poca fisicità nel tridente offensivo, d’altra parte si riscontra una grande rapidità nel breve, che abbinata alla qualità degli interpreti rende la squadra di Sarri sotto il punto di vista estetico una macchina “quasi perfetta”. L’identità che l’allenatore ha saputo dare al suo Napoli è ora ammirata in tutta Europa, la sua squadra gioca un calcio organizzato e allo stesso tempo divertente (caso molto raro nel calcio italiano).

Nel sistema di gioco statico si trova fra i pali Reina, non reduce da una grande stagione, la sua figura spicca per personalità e leadership. La linea difensiva è composta da Hysaj in posizione di difensore esterno destro e Ghoulam in posizione di difensore esterno sinistro, entrambi si propongono molto in fase offensiva, solitamente cercando il fondo per andare al cross, raramente attaccano l’aerea di rigore, in fase di non possesso sono perfetti nel gioco di reparto, nell’ uno contro uno (Hysaj particolarmente) lasciano a desiderare. La coppia di centrali è formata da Koulibaly sul centro-sinistra e Albiol sul centro-destra, il giocatore senegalese è “devastante” fisicamente, vince tutti i contrasti ed è abilissimo nella lettura delle situazioni, a tutto ciò abbina buone doti in costruzione del gioco, lo spagnolo è perfetto nel gioco aereo, ben dotato tecnicamente tenendo in considerazione il ruolo, è lui il leader del reparto, colui che “comanda” la linea. Il centrocampo a tre del Napoli è composto da giocatori che si completano a vicenda, il centrocampista interno destro è Allan, corre moltissimo, gioca con il compagno di catena Hysaj ed ha nel contrasto diretto e nella presa di posizione le qualità migliori, Jorginho in posizione di centrocampista centrale è intelligentissimo tatticamente, questo gli permette in non possesso di ottenere buoni risultate nonostante la scarsa fisicità, da il meglio di sé in fase di sviluppo quando può giostrare a piacimento la manovra con le sue grande doti tecniche. Il centrocampista interno sinistro è Hamsik, questo giocatore è completo sotto ogni aspetto, interpreta al meglio ogni situazione, sbaglia poco tecnicamente e con il suo carisma si prende in mano la squadra nei momenti di difficoltà, nel suo ruolo è fra i migliori in Europa in questo momento. Il tridente offensivo è composto da Callejon sulla destra, anch’egli di un’intelligenza tattica superiore e sempre disposto al sacrificio lavorando molto anche in fase di non possesso, in proiezione offensiva la sua qualità migliore è il taglio sul secondo palo. Insigne sul lato sinistro è il più dotato tecnicamente della squadra, ha ottimi tempi di inserimento ed è “devastante” quando rientra per andare a calciare in porta con il destro, nei due anni con Sarri ha acquisito ottime nozioni in fase di non possesso che lo rendono ora un giocatore completo fra i più forti nel panorama calcistico italiano. L’attaccante centrale è Mertens, questo calciatore sa smarcarsi sia sul corto che in profondità con grande disinvoltura, molto abile nell’uno contro uno, velocissimo e davanti al portiere non sbaglia quasi mai.

 

modulo del napoli di sarri

 

In fase di possesso il sistema di gioco si può rappresentare con un 1/3-3-4 nel quale tutti i dieci calciatori di movimento partecipano attivamente allo sviluppo. La linea a tre è composta dai due centrali difensivi Koulibaly e Albiol, il senegalese è abilissimo nel gioco preventivo, affiancati da uno dei due difensori esterni (nell’immagine Hysaj). I tre centrocampisti cono coloro che compongono la linea anche nel sistema di gioco statico ovvero Hamsik, Jorginho e Allan, in fase di possesso i tre si muovo molto, offrendo continue soluzioni e facendosi trovare spesso scaglionati. In fase offensiva si trova un difensore esterno che partecipa alla manovra a ricoprire la massima ampiezza su un lato (nell’immagine Ghoulam), un attaccante esterno a garantire l’ampiezza sul lato opposto, ed infine l’attaccante centrale e l’attaccante esterno lato palla in posizione centrale.

 

sistema di gioco del napoli di sarri in attacco

 

In fase di non possesso la squadra si dispone con un 1-4-1-4/1 quando viene costretta nella metà propria metà campo con il solo Mertens che non partecipa alla fase, quando esce in pressione sulla squadra avversaria in costruzione si riscontra un 1-4-4-2, in questa situazione partecipano tutti gli undici effettivi. La linea a quattro è ovviamente composta da Hysaj a destra, Koulibaly, Albiol in posizione centrale e Ghoulam sul lato sinistro. La zona di rifinitura avversaria viene presa in consegna da Jorginho, la linea dei quattro centrocampisti è composta dall’abbassamento dei due attaccanti esterni Callejon a destra e Insigne a sinistra, Hamsik (incaricato anche come proporrò più avanti del pressing offensivo) ed Allan. L’unico che rimane in una posizione più avanzata cercando di smarcarsi preventivamente è l’attaccante centrale Mertens.

 

il napoli di sarri in difesa

 

FASE DI POSSESSO:

 

Il Napoli costruisce dal basso ogni qualvolta non viene costretto da un pressing ultraoffensivo avversario a calciare la palla lunga in avanti. Quando la pressione avversaria è portata da un solo uomo la linea difensiva sfrutta il vantaggio del 3 vs 1 che viene a crearsi, ovvero Reina, Koulibaly e Albiol contro l’attaccante avversario, in questa situazione i due centrali si aprono sui vertici dell’area di rigore e i difensori esterni vanno ad occupare l’ampiezza del campo alzandosi sino al livello dei centrocampisti. Reina gioca la palla per il compagno più libero, quest’ultimo conduce in avanti per attirare la pressione avversaria sino a quando vi è spazio, su questo tempo di gioco i centrocampisti, in particolar modo Hamsik e Jorginho si smarcano in zona luce per ricevere e dare maggior qualità alla manovra, i due attaccanti esterni Insigne e Callejon convergono la loro posizione verso l’interno del campo garantendo così la corsia libera per Ghoulam a sinistra e Hysaj a destra.

 

 

 

Quando la pressione avversaria non concede la possibilità di costruire con la palla a terra la squadra non rischia mai inutilmente,  la giocata lunga in avanti (che non ha un ricevitore fisso) però è spesso conquistata dagli avversari, complice la scarsa fisicità in fase offensiva di Insigne, Mertens e Callejon.

 

 

 

Lo sviluppo si svolge principalmente sul fronte sinistro con la catena Ghoulam, Hamsik, Insigne che funziona alla perfezione.

Una volta superata la prima linea di pressione Il centrocampista interno lato palla e Jorginho si posizionano sempre in modo da garantire due soluzioni di passaggio al possessore (in appoggio o in sostegno a seconda della situazione), Mertens si muove continuamente fra i due centrali difensivi per impedirgli di uscire in pressione sull’attaccante esterno lato palla che viene dentro al campo per ricevere e combinare con il difensore esterno compagno di catena. L’ attaccante esterno sul lato debole rimane largo per attaccare in finalizzazione l’area di rigore partendo alle spalle del proprio avversario diretto, nel momento in cui il difensore esterno entra in possesso palla i tre attaccanti attaccano l’area di rigore.

 

 

 

Hamsik, Insigne, Mertens e Callejon cercano molto di ricevere in zona di rifinitura, Jorginho quando può va servirli dando loro palla addosso spalle alla porta. Callejon (il meno dotato tecnicamente dei tre attaccanti) quando entra in possesso del pallone scarica immediatamente  sul sostegno più comodo, Mertens e Insigne variano di più la loro giocata, possono girarsi e andare a puntare il diretto avversario con chiara superiorità qualitativa o in alternativa servire il compagno di reparto che attacca la profondità.

 

 

 

Quando Jorginho cerca Hamsik in zona di  rifinitura Insigne attacca in rapidità la profondità, non appena lo slovacco entra in possesso del pallone gioca sempre in verticale sul compagno che puntualmente si ritrova ad affrontare in 1 contro 1 l’avversario diretto potendo rientrare sul destro per calciare in porta a giro (qualità migliore dell’attaccante partenopeo).

 

 

 

La finalizzazione arriva principalmente attraverso due modalità, in primo luogo con i cross/traversoni provenienti dalle corsie esterne, sui quali in area di rigore Mertens attacca sempre il primo palo, l’attaccante esterno lato palla il centro dell’area e l’attaccante esterno sul lato opposto il secondo palo.

 

 

 

In secondo luogo attraverso filtranti per i tre attaccanti che sono molto abili ad attaccare la profondità con i tempi giusti, nella consueta situazione con gli attaccanti esterni dentro al campo spetta ad insigne rifinire per i compagni. Quando lo sviluppo avviene più lentamente e la squadra avversaria riesce a creare densità in zona palla il filtrante è destinato all’attaccante esterno opposto che parte in ampiezza e con un movimento fuori-dentro attacca l’area di rigore.

 

 

 

FASE DI NON POSSESSO:

 

Il Napoli di Sarri effettua una pressione ultra offensiva in situazione di transizione difensiva e sui rinvii del portiere avversario, durante le normali situazioni di gioco l’ 1-4-1-4-1 si trasforma spesso in un 1-4-4-2 proponendo un pressing offensivo. Nella partita visionata il Nizza ha costruito con i soli due centrali difensivi, in virtù di ciò Sarri ha alzato Hamsik  su un difensore centrale, Mertens si è occupato dell’altro e Jorginho si è alzato nella linea dei quattro, quest’ultimo ha alzato ancora la sua posizione quando il centrocampista centrale avversario è andato in appoggio ai difensori per dare una linea di passaggio. Quando invece il centrocampista centrale avversario si è abbassato fra i due centrali difensivi costruendo di fatto con tre calciatori si è ricompattato l’ 1-4-1-4-1.

 

 

 

Una grande dote di questa squadra è quella di rimanere sempre stretta e corta, l’elastico difensivo funziona alla perfezione, anche nella situazione descritta precedentemente l’ultima linea del Napoli ha sempre “accompagnato” il pressing dei compagni offensivi. Il riferimento principale in fase di non possesso è la palla, la linea scivola orizzontalmente a seconda del corridoio nel quale si trova la stessa, e verticalmente a seconda della copertura o non copertura di essa. Quando la palla è coperta (anche per un retropassaggio di 1metro) la linea si alza, non appena la palla si scopre scappano tutti uniti per togliere la profondità agli avversari.

 

 

 

Il calciatore incaricato di “rompere” la linea difensiva è Koulibaly, e lo fa molto bene mostrando le ottime doti nell’anticipo, nel contrasto diretto frontale e anche nel contrasto diretto dorsale. Segue lo smarcamento sul corto dell’attaccante, ma non prima di essere sicuro che l’avversario sarà il destinatario del passaggio così da non rompere la linea difensiva inutilmente. Nelle situazioni di palla scoperta la linea scappa molto bene sino al limite dell’area dopodiché Koulibaly esce in attacco palla ad affrontare l’avversario diretto in uno contro uno.

 

 

 

 

L’anello debole della fase di non possesso deriva dalla carenza nell’uno contro uno da parte di un singolo e non da errori di collettivo. Hysaj nonostante il raddoppio costante dei compagni di squadra (Callejon o Jorginho), i quali impediscono all’avversario diretto di convergere verso l’interno, si fa saltare con regolarità esternamente concedendo così agli avversari di arrivare con facilità al cross.

 

 

 

TRANSIZIONI OFFENSIVE:

 

Difendendosi alta la squadra di Mr. Sarri riesce a conquistare molti palloni nella metà campo avversaria, spesso anche al limite dell’area di rigore, di conseguenza l’obiettivo è inevitabilmente quello di andare il prima possibile alla conclusione con azioni dei singoli o con azioni combinate.

 

 

 

 

TRANSIZIONI DIFENSIVE:

 

Come descritto in precedenza il Napoli gioca molto nella zona di rifinitura avversaria, da qui riesce a creare i maggiori pericoli, ma allo stesso tempo finisce per essere anche la zona nella quale vengono persi più palloni complici il poco spazio e l’elevata densità di uomini. Il tutto per dire che quando ciò accade la squadra di Sarri si ritrova con la linea difensiva nei pressi del centrocampo e almeno 5/6 effettivi in zona palla, indi per cui l’aggressione immediata sul portatore e le chiusure delle linee di passaggio avvengono praticamente automaticamente.

 

 


 

PUNTI DI FORZA

    Formazione titolare consolidata da ormai due stagioni;
    Imprevedibilità data da Mertens e Insigne;
    Ottima organizzazione in tutte le fasi di gioco;
    Capacità di alzare/abbassare il ritmo a proprio piacimento.

 

PUNTI DEBOLI

    Hysaj nell’uno contro uno in fase di non possesso;
    Poche alternative in panchina per la linea difensiva;
    Poca fisicità in avanti (se Milik rimane in panchina);
    Poca “concretezza” in zona goal.