ESCLUSIVA Da Bonucci a Kessie: ecco come cambia il Milan di Montella

04.08.2017 05:43 di Redazione FS24 Twitter:    Vedi letture
ESCLUSIVA Da Bonucci a Kessie: ecco come cambia il Milan di Montella

Protagonista del mercato in senso assoluto, osannato dai tifosi e omaggiato dalla critica: il Milan messo su dal trio Montella-Fassone-Mirabelli ai nastri di partenza del nuovo campionato è tra le favorite, ma lascia certamente degli interrogativi dal punto di vista tattico. Con l'aiuto del Ingegnere e match analyst calabrese Marco Medaglia, collaboratore AIAPC (Associazione Italiana Analisti di Performance di Calcio), footballscout24.it vi svela tutti i segreti del team rossonero

 

Alla luce del recente mercato come dovrebbe schierarsi la squadra rossonera? Bonucci condiziona l'assetto difensivo?

 

Sicuramente l’arrivo di Bonucci può fare la differenza nel reparto difensivo e quindi nell’assetto della squadra. E’ un giocatore che può dirigere l’intero reparto, d’esperienza internazionale e può offrire diverse soluzioni sia in fase di costruzione che di sviluppo dell’azione. Al momento pochi giocatori in circolazione posseggono le caratteristiche di Leonardo. Allo stato attuale mister Montella ha a disposizione diversi “jolly” da poter schierare in differenti ruoli, partendo dagli esterni Rodriguez e Conti che possono svolgere il ruolo di terzini o di esterni di fascia, proseguendo con Bonaventura, Calhanoglu, Suso. L’opzione della difesa a 3 potrebbe essere molto interessante avendo a disposizione sia Bonucci che Romagnoli per la fase di impostazione, il secondo mancino e a suo agio sul centro-sinistra, e con Musacchio nel centro-destra, ma ciò comporterebbe sicuramente maggior dispendio energetico rispetto ad una difesa a 4, da parte di uno dei due esterni o di entrambi per la fase difensiva. Essa vede generalmente in quasi tutte le difese a 3, una composizione a 4 o addirittura a 5 della seconda linea di copertura. Al momento credo che il mister stia pensando a questa possibilità, che porterebbe i due laterali a giocare tra l’altro nella loro posizione ideale, ma che se non sviluppata in maniera ottimale e con i dovuti sincronismi, può portare ad un equilibrio precario nelle fasi di transizione della squadra. Credo che il mister ci stia pensando, ma che stia valutando il momento giusto in cui la squadra potrà presentare tale modello di gioco in maniera adatta. Viviamo in un periodo storico calcistico in cui schemi e modelli non sono più “statici”, ma dinamici e basati sulle diverse fasi di gioco e caratteristiche dei giocatori, propri e avversari, presentare un modello di gioco con una delle fasi non espletata al meglio potrebbe essere un grande punto debole. Credo che l’allenatore rossonero inizierà la stagione (come già fatto vedere contro il Craiova), dando maggior sicurezza al modulo e al reparto, schierando una difesa a 4, ma senza escludere una futura variazione della stessa. In alcuni match lo stesso allenatore nella stagione passata, ha utilizzato anche difese a 4 composte da De Sciglio-Romagnoli-Paletta-Zapata, che in fase di costruzione portavano il neoacquisto bianconero a comporre la linea mediana e i 3 difensori rimanenti a costituire una difesa a 3.Non mi sorprenderebbe se, anche con la difesa a 4, portasse in fase offensiva Conti e Rodriguez da terzini sulla linea mediana e magari Biglia ad abbassarsi a ricevere in costruzione bassa, costituendo comunque un triangolo basso. Le idee e le variazioni in corso possibili con questo reparto difensivo possono essere diverse, tutto dipenderà dall’equilibrio generale dell’11 in campo nelle varie fasi di gioco.

 

Nelle amichevoli ha giocato Cutrone, ma che caratteristiche deve avere il nuovo centravanti rossonero per adattarsi al resto degli interpreti?

Cutrone come dimostrato anche in Primavera oltre che nelle recenti uscite estive, è un giocatore che vede bene la porta e che in area di rigore rende al meglio, da notare le 19 reti su 22 presenze della stagione scorsa, a dispetto dei soli 3 assist effettuati. Patrick credo debba essere messo nelle condizioni ideali per rendere al meglio, per facilitare la sua prima stagione in massima serie, indossando tra l’altro una maglia molto pesante, al fianco di una delle promesse del calcio portoghese pagato ben 40 mln, come André Silva. Nonostante credo sia un attaccante moderno, il ruolo in cui credo si trovi a sua agio è quello della prima punta, gioco fisico, ottimo colpo di testa e sempre pronto a sfruttare i tempi e gli spazi in area di rigore. Non disdegna la partenza da lontano e il dribbling in corsa nelle sfide con i difensori avversari, ma come visto anche nella partita col Craiova, credo renda maggiormente come prima punta che come seconda. Primo tempo ottimo da parte sua con giocate adeguate al ruolo cucitogli, molto meno il secondo quando spostato dall’allenatore in posizione di seconda punta all’entrata di André Silva. Più che caratteristiche da possedere per adeguarsi ai compagni, credo che Montella possa considerarlo un’ottima alternativa alla prima punta titolare, che voci di mercato dicono dovrebbe arrivare entro fine Agosto, in coppia con una seconda punta o da solo con due esterni d’attacco a sostegno. In quel ruolo dimostra già una certa maturità di gioco per l’età che possiede. Di fatto la sua partenza in prestito verso altre squadre di A era inizialmente scontata, ora non più.

 

La chiava tattica del Milan di Montella sarà Kessié?

Sicuramente ha buone possibilità per esserlo, i colpi di mercato rossonero Bonucci, Biglia, Calhanoglu, Conti, etc., hanno forse tolto l’attenzione dal giocatore della Costa d’Avorio, del quale non si sta parlando più di tanto. Di fatto questo giocatore a mio parere ricopre un ruolo molto più delicato nelle fasi di gioco, rispetto ad altri e presenta grande maturità in mezzo al campo, con ottime giocate in fase offensiva e decisive in quella difensiva. Franck Kessié, classe ’96, presenta praticamente già 2 stagioni da titolare, a 19 anni nel Cesena in B, a 20 nell’Atalanta in A. Sa giocare come difensore centrale, come centrocampista centrale o mezzala e come centrometodista davanti alla difesa. Ha indossato anche la maglia numero 10 nella Costa d’Avorio e i numeri indicano come la sua propensione offensiva non sia indifferente, con già 6 goal e 4 assist alla prima stagione in A da “incontrista”, in cui ricopriva spesso il ruolo del rigorista. Oltre ad essere quindi un giocatore forte fisicamente e molto dinamico, ha una tecnica utile a partecipare attivamente alla fase offensiva. Centrocampisti con tali doti, permettono di dare un grande aiuto alla squadra e di poter passare facilmente da un modulo in fase difensiva, ad un altro in fase di transizione e offensiva, creando superiorità numerica, che in fondo (in condizioni normali) è quello che porta l’avversario ad avere difficoltà: superiorità quantitativa o qualitativa. Nonostante non possegga una tecnica sopraffina, risulta essere un centrocampista abbastanza completo per visione di gioco, recupero palla, velocità e contrasti. A mio parere davvero un ottimo acquisto anche in prospettiva futura, 20 anni e già fondamentale per Montella che lo ha visto partire benissimo già nelle prime uscite estive. Le sue doti possono essere benissimo utilizzate sia in uno schieramento a 3 che a 2 nella zona mediana, e chissà che in casi di emergenza non lo si riveda giocare nella linea difensiva.

A 'palla scoperta' la difesa rossonera può andare in difficoltà perché troppo statica?

Partirei col dire che la “palla scoperta” è una condizione della fase difensiva, portata generalmente dal giocatore avversario con tempo e spazio ideali allo stesso per la giocata successiva, e che personalmente eviterei adottando delle contromisure studiando i casi specifici. In alcune partite però, può essere una vera e propria strategia quella di far giocare l’avversario spesso o sempre in condizione di palla scoperta, mi viene in mente in modo particolare il Milan di Ancelotti e la Nazionale, in cui alcuni avversari spesso evitavano appositamente di coprire il pallone quando il portatore era Gennaro Gattuso, ma ciò dipende sempre dalla filosofia dell’allenatore e dalla strategia che si vuole adoperare. Generalmente in caso di palla scoperta, si tende a dare indicazioni di copertura preventiva ai propri difensori, e mentre nelle stagioni passate tale condizione poteva indicare sicuramente una situazione di elevato rischio per il reparto difensivo del Milan, composto da giocatori non molto rapidi o a volte sofferenti per casi di deconcentrazione, quest’anno presenta sicuramente una linea notoriamente più attenta e rapida, tutto dipenderà come sempre dalla condizione generale dell’assetto, dalla coordinazione e affiatamento dei singoli e del reparto.