Analisi Tattica: l’Italia di Gian Piero Ventura

03.04.2017 09:30 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 104 volte
Fonte: assoanalisti.it
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Analisi Tattica: l’Italia di Gian Piero Ventura

Gian Piero Ventura è l’attuale commissario tecnico della Nazionale italiana. Il 7 Giugno 2016 viene annunciato come successore di Antonio Conte sulla panchina degli “Azzurri”, firmando un contratto biennale. Inizia la sua carriera di allenatore nel 1976 con le giovanili della Sampdoria, gira per tutta l’Italia allenando squadre come Lecce, Cagliari, Venezia, Udinese,  Napoli, Messina, Pisa, Bari e Torino. E’ stato affidato a lui il compito di portare la Nazionale italiana ai campionati mondiali di calcio di Russia 2018 superando il girone di qualificazione.

 

IL 4-2-4 DI GIAN PIERO VENTURA

Nonostante l’ottimo Europeo alla guida di Antonio Conte con il suo 3-5-2, ora l’Italia si trova ad affrontare un nuovo modulo tanto caro al nuovo commissario tecnico della Nazionale: il 4-2-4. Utilizzato già nella partita di qualificazione contro il Lichtenstein (vittoria per 0-4), mister Ventura decide di riproporlo per la sfida contro l’Albania, vincendo 2-0 e mostrando alcune soluzioni interessanti.

 

Fase di possesso

In fase di possesso Ventura chiede alla squadra di sfruttare l’ampiezza, portando i terzini sulla linea laterale con i due difensori centrali pronti a giocare, supportati dall’aiuto dei due centrocampisti abili a scambiare e ad allargare il gioco. Contemporaneamente al movimento dei due terzini, i due esterni di attacco tendono a ricevere palla dentro al campo alle spalle della linea di centrocampo avversaria, in modo tale da arrivare alla conclusione più facilmente, servire i due attaccanti (sempre vicini e mai sulla stessa linea), oppure giocare sui terzini pronti a spingersi in avanti per andare al cross.  Più raramente gli esterni rimangono larghi per sfruttare l’1vs1.

 

Questa Italia gioca molto sui movimenti dei due attaccanti centrali, capaci di scambiare tra loro in spazio stretto oppure uno dei due pronto ad attaccare la profondità mentre l’altro rimane in appoggio degli esterni o centrocampisti. In fase di finalizzazione sul cross dal fondo, gli esterni attaccano l’area di rigore insieme ai due attaccanti in modo tale da portare almeno 4 giocatori alla conclusione, più uno dei due centrocampisti fuori area a sfruttare un’eventuale respinta avversaria.

 

 

 

 

Fase di non possesso

In fase di non possesso i due esterni di attacco si affiancano ai centrocampisti centrali formando una linea di centrocampo a 4. La pressione è inizialmente dettata dai due attaccanti sui difensori centrali avversari, accompagnati dagli esterni pronti ad attaccare i terzini opposti, mentre i centrocampisti sui loro avversari di reparto. Devono essere bravi nella lettura della giocata la linea difensiva ma soprattutto i difensori centrali, con il compito di non lasciare spazio agli attaccanti avversari tenendoli il più lontano possibile dalla porta, non consentendogli la possibilità di girarsi e puntare.

 

 

Alcuni considerano questo modulo troppo offensivo lasciando solo due centrocampisti in mezzo al campo, ma è una squadra che trova equilibrio soprattutto grazie alla scelta oculata da parte di Ventura di affidarsi ad esterni in grado di svolgere le due fasi (Insigne, Candreva , Bonaventura), capaci anche di arrivare nella propria area di rigore per contrastare l’avversario. Oltre a loro, ci sono soprattutto gli attaccanti che mostrano “fame” non solo per quanto riguarda il gol, ma anche quando si tratta di  aiutare la squadra pressando i centrocampisti avversari nei momenti di difficoltà.

 

 

Apprezzato sempre per i concetti e le idee proposte, Ventura dovrà dimostrare il suo valore anche alla guida della Nazionale. Chi merita sarà convocato, a prescindere dall’età, come già dimostrato nelle scorse e ultime convocazioni. Il mister avrà tutte le carte in regola per far divertire l’Italia e gli Italiani, non solo con l’aiuto dei giocatori esperti( Buffon, Bonucci, De Rossi) ma anche con giovani promettenti con senso di responsabilità e grande appartenenza alla maglia azzurra. Se lo stesso Buffon ha affermato che “dal 2020 avremo una delle Nazionali più forti dell’ultimo ventennio”, non ci resta che essere fiduciosi.

 

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