Analisi Tattica: il Monaco di Leonardo Jardim

30.06.2017 05:14 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 96 volte
Fonte: Marco Medaglia - assoanalisti.it
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Analisi Tattica: il Monaco di Leonardo Jardim

La presente video analisi tattica dedicata al Monaco di Jardim, è basata sullo studio del Match contro il Nancy, partita finita 3-0 a favore dei monegaschi. Prima di analizzare tatticamente la squadra del mister portoghese, è d’obbligo conoscere meglio la persona e la carriera dell’uomo che ha portato al vertice del campionato francese l’AS Monaco, conquistando l’8° titolo di Ligue 1, che ha raggiungo la semifinale di Champions League assieme a squadre come Real Madrid, Juventus e Atl. Madrid, che ha fatto diventare questa squadra la rivelazione europea della stagione 2016/17.

 

Nel 2001, a 27 anni, Leonardo Jardim ha iniziato la sua carriera di allenatore come assistente della Camacha, squadra portoghese militante in terza divisione, Nel 2003 diventa allenatore del club, allenandolo per cinque anni.

Nel 2008 firma con il Chaves, la quale viene promossa alla Liga de Honra, la seconda divisione portoghese.

Nel 2009 il Beira-Mar lo ingaggia. Jardim arriva al primo posto nella Segunda Liga, raggiungendo la promozione in prima serie portoghese.

Nel 2011 viene ingaggiato dal Braga. La sua prima stagione al terzo posto in campionato con tredici vittorie di fila, la seconda miglior prestazione nella storia in campionato per il club.

Nel 2012 viene ingaggiato dall’Olympiakos, squadra più titolata del campionato greco. Viene esonerato quando la squadra aveva dieci punti di vantaggio dalla seconda (disaccordi con il presidente del club).

Nel 2013 va allo Sporting Lisbona. Ottiene la qualificazione per la Champions League con un secondo posto. Erano passati 5 anni dall’ultima qualificazione in Champions League.

Nel 2014 il Monaco lo ingaggia pagando la clausola rescissoria di 3 milioni. Dopo 10 anni di astinenza, il Monaco ritorna a giocare in Champions League. Il primo anno raggiunge i Quarti di Champions e arriva 3° in campionato, il secondo anno viene eliminato nei Preliminari e arriva nuovamente 3° in campionato (sempre dietro a PSG e Lione), il terzo anno raggiunge le Semifinali di Champions League e vince la Ligue 1 (davanti a PSG e Nizza).

 

L’ultimo scudetto risultava conquistato da mr. Claude Puel nella stagione 1999/2000 (7° titolo di Ligue 1), con la squadra composta da giocatori come: Barthez, Sagnol, Riise, Rafa Marquez, Costinha, Lamouchi, Giuly, Marco Simone, Trezeguet.

 

STATISTICHE PRE-PARTITA

Tra le numerose statistiche analizzate nel pre-partita, quelle più interessanti risultano oggettivamente mostrare una particolare pericolosità costituita dal terzino destro Dirar, con elevata percentuale di verticalizzazioni e passaggi filtranti riusciti, possesso palla e assist, ciò a dimostrare quanto si cerchi il giocatore di propensione offensiva. Oltre a ciò, si evince dai dati a disposizione, una fase offensiva rivolta fondamentalmente al gioco sulle 2 fasce, a favore di tale deduzione si presentano il numero di sfide 1 vs 1, il numero di fuorigioco, i possessi e il numero di passaggi filtranti (quest’ultimi pari a quelli del terzino destro Dirar).

Sicuramente è presente un blocco di giocatori dei quali il mister difficilmente si priva, ed è quello costituito oltre che dal portiere Subasic, dai 3 difensori Glik-Jemerson-Dirar e dal fulcro del centrocampo e della fase di impostazione, Fabinho. Gli uomini più pericolosi, a parte le punte Mbappè (il più cinico), Falcao e Germain, risultano Lemar e Dirar, entrambi dalla zona centro-destra del limite dell’area di rigore avversaria.

Il fase difensiva i dati indicano un alto numero di recuperi nella propria trequarti per “fine azione” e un basso numero di falli, ciò suggerisce probabilmente una mentalità volta al compattamento delle linee di copertura e un’esatta scelta dei tempi di intervento dei giocatori, che lascerebbero giocare spesso in attesa dell’errore avversario. E’ sicuramente una squadra che segna molto (107 goal in 38 partite), e che tira moltissimo visto il rapporto goal/tiri molto basso, pari circa al 6% (1 goal ogni 17 tiri).

FORMAZIONE

Mister Jardim fa giocare la propria squadra quasi sempre con un modulo di base che risulta essere il 4-4-2, e anche in questo match non si smentisce.

FASE DI POSSESSO

COSTRUZIONE

La fase di possesso palla della squadra di Jardim, vede la costruzione dal basso del portiere Subasic, alla ricerca di Fabinho. Il centrocampista brasiliano, si pone tra i due difensori centrali Glik e  Jemerson, in attesa del loro allargamento sugli esterni, per comporre una difesa a 3. I terzini Dirar e Sidibè salgono in attesa della giocata del brasiliano, rinforzando il centrocampo del quale diventano gli esterni. Ciò avviene quando l’avversario pone due attaccanti in pressione dei difensori avversari, quando invece è solo uno ad uscire in pressione, allora anche Fabinho dà sostegno al centrocampo ricevendo palla direttamente nella metà campo, lasciando solo Glik e Jemerson nel 2 vs 1 difensivo.

SVILUPPO

La fase di sviluppo vede la costante ricerca degli esterni Sidibè e Dirar attaccanti lo spazio, mentre gli esterni Lemar e Bernardo Silva si accentrano attaccando la trequarti avversaria. Quando gli esterni risultano marcati preventivamente, allora si verticalizza su uno dei mediani centrali Bernardo Silva, Lemar o Moutinho. Il mediano fungerà da regista avanzato, con l’obbiettivo di servire una delle due punte o con molta più probabilità, di servire uno dei due esterni in smarcamento preventivo.

RIFINITURA E CONCLUSIONE

In fase di rifinitura si cerca per la gran parte delle giocate l’avanzamento sulla trequarti avversaria, o sul fondo, degli esterni per il cross o il traversone al centro. Il passaggio sull’inserimento da fuori di uno dei due centrocampisti centrali risulta spesso la seconda opzione, in caso che marcature o raddoppi impediscano di servire i compagni direttamente in area di rigore da una delle due zone ai lati della stessa.

TRANSIZIONE OFFENSIVA

L’interpretazione del modulo in fase offensiva vede i 2 terzini dare supporto al centrocampo, salgono in fase offensiva gli esterni Bernardo Silva e Lemar, accentrandosi. Se gli avversari non pressano, o pressano con una punta i difensori biancorossi, allora la squadra si dispone con un 2/4-4 con gli esterni di centrocampo Sidibè e Dirar pronti a supportare la fase offensiva (più il secondo), o Moutinho a porsi dietro gli attaccanti se in presenza di una difesa o squadra particolarmente chiusa, ad aiutare la giocata sulla trequarti. Se l’avversario adotta un pressing organizzato con 2 punte verso i difensori del Monaco, allora scende in aiuto Fabinho sulla linea di copertura difensiva, dando vita ad un 3-3-4 che vede Moutinho centrocampista centrale, i terzini come esterni a centrocampo e la coppia Lemar-Bernardo Silva a dare più opzioni all’attacco.

FASE DI NON POSSESSO

La fase di non possesso è costituita dal classico modulo 4-4-2, che prevede il posizionamento dei giocatori per ruolo indicati anche nella formazione iniziale.

La squadra effettua un pressing alto con gli attaccanti e gli esterni, quando l’avversario è in fase di impostazione bassa. Mantiene le linee di copertura vicine e compatte, costringe l’avversario al lancio lungo, presentando costanti raddoppi quando il pallone arriva in zone del campo con particolare spazio a disposizione, o davanti al limite della propria area di rigore. La tipologia di marcatura adottata è a zona.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

Nel momento in cui si perde il possesso, la squadra di Jardim mostra l’abbassamento degli esterni di centrocampo (Dirar e Sidibè), sulla linea di difesa. Fabinho e Moutinho si posizionano immediatamente in zona centrale a copertura dell’ultima linea di copertura. Si cerca subito compattezza e in attesa del rientro degli esterni di centrocampo Lemar e Bernardo Silva, si tende a spingere l’avversario mediante movimenti organizzati, verso le zone esterne del campo, dove i terzini veloci e forti fisicamente, possono trarre vantaggio dalla situazione effettuando azioni ritardatarie o inducendo l’avversario all’errore.