Analisi Tattica: Il Crotone di Davide Nicola

27.08.2017 11:25 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 77 volte
Fonte: Marco Medaglia - assoanalisti.it
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
Analisi Tattica: Il Crotone di Davide Nicola

Davide Nicola è il nome dell’allenatore che a Crotone non dimenticheranno così facilmente grazie all’impresa alla quale ha dato vita con i pitagorici nella stagione 2016-17, prima stagione della squadra calabrese in massima serie. I rossoblù, dati già per retrocessi dopo neanche la fine del girone di andata di Serie A, sono riusciti ad ottenere una storica e poco probabile salvezza all’ultima giornata, grazie al lavoro tattico e mentale applicato e portato avanti dal suo allenatore. Lo scontro analizzato nella presente video analisi tattica, Crotone-Lazio, ha condotto i calabresi alla salvezza.

Davide Nicola, trascorsi da professionista come difensore di Genoa, Ternana, Torino etc., ad oggi ha condotto sportivamente le squadre: Lumezzane, Livorno, Bari e Crotone.

Lumezzane: All’esordio come allenatore sulla panchina del Lumezzane, stagione 2010-2011 porta la squadra a un campionato di livello, arrivando a un passo dai play-off per la Serie B, concludendo il campionato con un sesto posto. Nella seguente stagione conclude il campionato all’ottavo posto. Livorno: Dal 6 giugno 2012 è allenatore del Livorno in Serie B. Dopo aver concluso il campionato in terza posizione, porta il Livorno in Serie A dopo tre anni superando il Brescia e l’Empoli nei play-off. Bari: Nel 2014 viene ingaggiato dal Bari . Riesce a portare i biancorossi al 10º posto finale in Serie B. Crotone: Nel 2016, in sostituzione di Ivan Jurić viene ingaggiato dal Crotone, club neopromosso in Serie A con cui il 28 maggio 2017 ha ottenuto la salvezza all’ultima giornata di campionato battendo la Lazio per 3-1.

 

STATISTICHE PRE-PARTITA

 

Le statistiche analizzate nel pre-partita, mostrano una particolare predilezione per la zona sinistra d’attacco, molto più occupata dell’altra per il raggiungimento del fondocampo o degli scontri, dove Rohdén e Sampirisi sembrerebbero preferire i cross dalla trequarti invece del raggiungimento del fondocampo. La stessa zona di destra, presenta il maggior numero di palloni persi. Il loro numero di recuperi palla è molto elevato, tira poco da fuori area e cerca spesso il passaggio al centro dell’area dalle fasce laterali.

Dalle stesse si comprende soprattutto che la zona di pertinenza dei difensori centrali dei pitagorici, non solo dimostra essere quella con maggior numero di palloni recuperati, ma anche persi, statistica molto interessante e che potrebbe essere  stata proprio quella che ha indotto mister Nicola (come si vedrà dopo) ad imporre di evitare l’impostazione dal basso del gioco, evitando così rischi elevati di perdita del possesso con probabili uscite poco pulite, e quindi aumento della probabilità di subire goal. Ulteriore statistica interessante potrebbe essere la percentuale di colpi di testa vinti. Si presenta elevata in particolar modo, sia per le statistiche in casa che per quelle fuori casa, sulla fascia destra. Tale indicazione potrebbe essere sfruttata a favore dei calabresi vista l’attitudine all’impostazione del gioco, partendo dal recupero palla su rinvio lungo, grazie a scontri fisici e colpi di testa. Si potrebbe di fatto pensare di puntare ad ottimizzare tale recuperi, puntando sulla fascia destra al momento del rinvio.

La squadra presenta un’efficienza nel tiro in porta, pari al 38% e di goal dell’1.2%, non a caso probabilmente mr. Nicola, sembra aver dato indicazioni ai propri giocatori, di sviluppare il  gioco sulle fasce e in area, evitando quanto possibile il tiro da fuori.

 

FORMAZIONE

 

Il modulo di base utilizzato è pari ad un 4-4-2, col quale permette ai proprio giocatori di giocare a memoria, grazie a indicazioni tattiche semplici e precise.

FASE DI POSSESSO

 

COSTRUZIONE

 

La fase di possesso palla della squadra di Nicola, non vede mai una costruzione dal basso effettuata in uscita dalla zona bassa, si preferisce sempre un rinvio lungo atto al recupero della palla grazie alla fisicità dei propri centrocampisti centrali e delle punte. Probabilmente tale atteggiamento è stato richiesto per evitare uscite poco pulite in zona bassa e di costruzione, col rischio di perdita del possesso e di controffensiva avversaria.

SVILUPPO

 

La fase di sviluppo del Crotone si basa essenzialmente su 2 tipi di giocate:

Se l’avversario non ricompone rapidamente lo scaglionamento difensivo, si punta all’attacco diretto dell’avversario mediante lanci lunghi in superamento di entrambe le linee di copertura avversarie, alla ricerca della punta Falcinelli, pronto al taglio o passante tra i centrali difensivi.

Se l’avversario riesce rapidamente a riorganizzare la fase difensiva, si ricerca la punta Falcinelli in smarcamento preventivo, verso i propri mediani, per la giocata su un’ala o un compagno vicino.

RIFINITURA E CONCLUSIONE

 

Rifinitura e conclusione avvengono praticamente sempre allo stesso modo, in azione mediante i passaggi quasi sempre a terra, in area di rigore per il tiro di prima (possibili richieste dell’allenatore per ridurre il gap tecnico e fisico contro gli avversari in fase di finalizzazione, e ridurre i tempi di esecuzione), o mediante ricerca della punta Falcinelli. Spesso quando in fase di attacco diretto, lo stesso, taglia nello spazio da seconda punta alla ricerca dello scontro in velocità o della ripartenza veloce, quando invece l’avversario si è riorganizzato in fase difensiva, allora svolge ruolo più fisico e da prima punta con sponde e gioco sugli esterni molto spesso, non solo fuori area ma anche nella stessa per dar spazio di giocata ai compagni. Solo come ultima ipotesi si tenta il tiro da fuori area.

 

TRANSIZIONE OFFENSIVA

 

La squadra non effettua quasi mai transizioni offensive con ripartenze (a meno di errori di posizionamento avversario), ma preferisce la ricerca diretta, anche dalla propria zona difensiva, della punta Falcinelli per farne possesso e passaggio sugli esterni, o sfidare con attacco diretto i difensori con lo stesso. Le poche volte in cui avviene una transizione offensiva in ripartenza, avviene con un blocco di 4 uomini: le punte Falcinelli, Tonev e gli esterni Rohdén e Nalini. Quest’ultimo scambia spesso posizione con il bulgaro, e permette di attaccare la porta grazie al primo in allargamento per creare spazio offensivo di manovra. Spesso in questa fase si inserisce il terzino sinistro Martella, molto propositivo, mentre il terzino destro Sampirisi, raramente lascia la sua zona d’attenzione. Il modulo rappresentato in questa fase ricorda molto un 3-4-3, con Ceccherini-Ferrari-Sampirisi dietro, Martella-Barberis-Crisetig-Rohdén a centrocampo, e avanti Falcinelli con Nalini e Tonev a supporto. La posizione media del bulgaro risulta la più avanzata, mentre si può dimostrare come Falcinelli risulti aiutare molto la squadra e farsi vedere molto in fase di ricezione del pallone, arretrando più di Tonev.

PALLE INATTIVE OFFENSIVA

 

La squadra di Nicola si basa molto sulla superiorità numerica nei calci piazzati, sia in fase offensiva che difensiva, tant’è che porta quasi sempre 9 uomini di movimento su 10 in zona avanzata. Si effettuano movimenti studiati per disorientare le marcature dei difensori avversari ed arrivare ad attaccare facilmente il centro area. Due uomini si posizionano sul punto di battuta, spesso effettuano una finta prima del cross in area o del passaggio filtrante alle spalle della barriera, quasi sempre su Nalini. Due uomini non molto dotati fisicamente e nel colpo di testa, ma bravi tecnicamente, restano al limite della stessa a raccogliere eventuali palloni vaganti (sempre Tonev e Rohdén). Grazie a tale lavoro sui calci da fermo, i rossoblù riescono a segnare 2 dei 3 goal realizzati nel presente match.

FASE DI NON POSSESSO

 

La fase di non possesso è costituita da un 4-4-1/1, che prevede il posizionamento dei giocatori per ruolo indicati come nell’immagine riportata in basso. Tonev supporta i mediani quasi come un trequartista, nella zona di maggior necessità, Falcinelli rimane in zona offensiva a sfruttare attacchi diretti o ricevere palloni da proteggere in attesa dello scaglionamento offensivo e relativa transizione della propria squadra.

In caso di difficoltà sul lato debole, il centrocampista laterale di competenza, scende a svolgere temporaneamente il ruolo di terzino al fine di recuperare il possesso, permettendo al reale terzino di stringersi al centro e creare maggiore densità.

I giocatori presentano una marcatura a zona, che permette con pressing alto ed organizzato, anche molto fisico, di attaccare l’avversario e recuperare molti palloni nella metacampo avversaria. I giocatori effettuano delle ottime marcature preventive.

TRANSIZIONE DIFENSIVA

 

Le transizioni difensive si presentano poche volte nel presente match, spesso si preferisce buttare palla in fallo laterale o attuare azioni ritardatarie con falli tattici, purché non si rischi un’errata ricomposizione delle linee di copertura e non si ingaggino sfide 1vs1 o in velocità con l’avversario, nella propria zona bassa. Quando avvengono però, si predilige la copertura con i due mediani Barberis e Crisetig in questo caso, a difesa della porta e della zona 14 a limite dell’area di rigore.

Il terzino destro Sampirisi risulta poco propositivo, e quindi quasi sempre già posizionato vicino ai centrali di difesa. Il terzino sinistro Martella si presenta maggiormente in zona offensiva, ma è quasi sempre in esatta posizione di copertura al momento della controfase.

PALLE INATTIVE DIFENSIVE

 

Davide Nicola pone particolare attenzione ai calci piazzati in fase difensiva, ciò si può notare dalla copertura dell’area di rigore, con l’intera squadra al suo interno, effettuata con tutti gli 11 uomini. Il tipo di marcatura sui calci da fermo è di tipo misto: 5 uomini formano le coppie di marcatura ad uomo e 5 a zona (due vengono posti centralmente, due laterali e uno posto tra la porta e i centrali, a margine di sicurezza).

Dalle analisi di Motion e di Passaggi, si possono dedurre alcune costanti molto interessanti, come ad esempio:

Barberis è l’uomo che lancia di più la palla, tendenzialmente a Nalini;

Barberis e Crisetig toccano più palloni (quest’ultimo cerca costantemente il terzino sinistro Martella);

Martella gioca in posizione molto offensiva, praticamente da ala;

Falcinelli è l’uomo che riceve più palloni, e gioca mediamente davanti alla linea dei centrocampisti e non come punta avanzata;

Nalini, Tonev e Rohdén non effettuano praticamente mai cross, ma servono sempre i compagni tramite passaggi palla a terra.