La Periferia del Fútbol - Talleres de Remedios, viaggio nella culla di Zanetti e Denis

 di Francesco Fedele  articolo letto 1203 volte
La Periferia del Fútbol - Talleres de Remedios, viaggio nella culla di Zanetti e Denis

Se gli inglesi hanno inventato il calcio, gli argentini hanno inventato l’amore per il calcio”. Partendo da questa citazione dell’immenso Federico Buffa, è possibile tentare, senza sfociare nella banalità della retorica, di spiegare il collegamento tra un Paese come l’Argentina ed il calcio, che lì ha un significato diverso. Esatto, perché non sono in gioco solo i tre punti, il risultato sportivo, la prestazione del singolo e della squadra. Ogni domenica e, in generale, ad ogni evento, a scendere in campo sono distretti, periferie, metropoli, gente comune e non solo calciatori. Perché l’amore viscerale che questo popolo nutre nei confronti di quello che non è assolutamente definibile un gioco è qualcosa che va oltre. Ecco perché, a partire da quest’oggi, cercheremo di entrare, seppur virtualmente, in questi stadi, in queste realtà che tanto hanno da insegnare. Facile parlare della più grandi compagini, meno (all’apparenza, perché quando si ha come motore la passione tutto riesce con migliore qualità) cercare di rendere note società poco pubblicizzate. Una grossa mano, in tal senso, la riceveremo dagli addetti ai lavori che raggiungeremo in esclusiva, per toccare con mano (sempre in senso figurato, data la distanza) l'Argentina nella sua forma più pura.

Il nostro primo viaggio è a Remedios de Escalada, distretto di Lanús, provincia di Buenos Aires, casa del Talleres de Remedios, società che, tra le altre, ha dato i natali calcistici a calciatori come Javier Zanetti, Fernando Redondo e Germán Gustavo Denis. La fondazione avviene il primo giugno 1906, cosa questa che rende il Talleres tra le squadre più antiche di tutta l’Argentina. Entra nel calcio professionistico nel lontano 1931, giocando nella massima serie argentina fino al 1938, per poi retrocedere in Segunda División e non trovare più la luce alla fine del purgatorio: sono infatti oltre settante le stagioni in cui la squadra galleggia tra la B Nacional, B e C Metropolitana, senza mai centrare la promozione nel principale campionato nazionale. Attualmente il club milita in Primera B Metropolitana.

Chi meglio del presidente Alejandro Freije potrebbe presentarci da vicino questa realtà? Abbiamo raggiunto in esclusiva il numero uno del club, con il quale sono stati diversi gli argomenti trattati.

La stagione prosegue per il verso giusto, e non si può non sognare il ritorno in categorie superiori. Il Talleres de Remedios aspira a tornare nel calcio argentino che conta ma, dopo così tanti anni dall'ultima stagione in Primera Division, cos'é mancato al club per dare anche solo un minimo di continuità nella massima serie?

“Noi lavoriamo giorno dopo giorno per migliorare e crescere dal punto di vista sportivo. Nel 2015 abbiamo guadagnato la promozione dalla Primera C Argentina alla B Metropolitana e sicuramente, anche in questa stagione, andremo a lottare fino alla fine per ottenere un ulteriore salto di categoria verso la B Nacional. In questi anni ci è mancata un po’ di continuità e fortuna. Abbiamo una squadra e uno staff che ha tutte le qualità e le carte in regola per lavorare e raggiungere la B Nacional”.

Un fattore dal quale ripartire potrebbe essere lo stadio, che non a caso é in fase di rinnovamento. Quanto sarà importante questa ristrutturazione, sia per ciò che concerne il lato economico che per quello sportivo?

“Il nostro stadio oggi ha la possibilità di contenere circa 12 mila persone. Siamo convinti che l’investimento realizzato fino ad ora sia sufficiente per poter ambire a giocare in categorie superiori. Vi dico una cosa: molti club che al momento giocano in categorie argentine più importanti non possono contare su stadi che hanno le stesse comodità del nostro”.

Una stagione al vertice, uno stadio che si candida a diventare un vero fortino: che prospettive dà al club nel breve-medio periodo?

“Il nostro obiettivo a breve termine è quello di lottare per avere un posto ai playoff della B Metropolitana e ambire alla promozione in B Nacional. Nel medio e lungo periodo vogliamo continuare a crescere come società, senza trascurare l’aspetto economico e finanziario. Il nostro club in passato ha avuto molti problemi, culminati con una bancarotta, ormai più di dieci anni fa. Non vogliamo assolutamente ripetere quegli errori. Davanti a tutto ci deve essere l’interesse e l’amore per questa società”.

Javier Zanetti, Fernando Redondo, German Denis. Questi sono solo alcuni dei calciatori passati per il vostro club, dimostrazione che viene fatto un lavoro importante con i campioni del domani.

“I giocatori che mi hai citato sono tutti passati dal nostro settore giovanile. È chiaro, però, che i calciatori che ci rappresentano maggiormente a livello internazionale sono soprattutto Javier Zanetti e German Denis. Abbiamo fatto un gran investimento per poter finire e mettere in funzione un campo in erba sintetica omologato dalla FIFA. Oggi questa è una realtà e una risorsa che ha cambiato sensibilmente il club, in particolare il lavoro del settore giovanile. Puntiamo molto su di esso, e la prova concreta di tutto ciò è il fatto che in questa stagione abbiamo fatto debuttare in prima squadra più di 5 calciatori prodotti dalla nostra ‘cantera’”.

Collegandoci in un certo senso alla domanda precedente, cosa cercate in un giovane? Più precisamente, qual é la metodologia che applicate nel settore giovanile? Sarebbe sicuramente un piacere trovare nuovi Zanetti, Redondo, Denis…

“Tutti i nostri dirigenti hanno il sogno di poter scoprire e lanciare nuove giovani stelle del calcio, ma quello che desideriamo qui al Talleres è in primis aiutare a formare grandi uomini prima che calciatori. A partire da grandi persone si possono ottenere grandi giocatori. Il settore giovanile è una grandissima risorsa e ricchezza per tutte le squadre delle categorie inferiori argentine, e noi continueremo a investire tanto su di esso”.

Tommaso Ferrarello e Francesco Fedele