ESCLUSIVA FS24 - Virzì: "Genitori, non si paga per far giocare i vostri figli. I miei calciatori: ecco il punto della situazione”

06.12.2018 14:59 di Francesco Fedele  articolo letto 370 volte
© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews
ESCLUSIVA FS24 - Virzì: "Genitori, non si paga per far giocare i vostri figli. I miei calciatori: ecco il punto della situazione”

La Giovane Sicilia, con le maiuscole per indicare una terra tanto bella quanto ricca di talento, è la base dalla quale Gianluca Virzì ha deciso di partire insieme ai suoi giovani calciatori. Tra i principali agenti del posto, con il suo lavoro è riuscito a portare agli occhi ed alle orecchie della cronaca elementi come Roberto Marino, perno della Reggina, Michele Lo Curto, reduce dalla firma del primo contratto da professionista con il Milan, oppure Lorenzo Scandurra, che incanta nella Roma giallorossa. Non finisce qui, perché sono tanti i ragazzi in rampa di lancio verso i più prestigiosi lidi. Intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni, sono diversi gli argomenti toccati, alcuni dei quali abbandonano il rettangolo verde ed abbracciano un tema importante come quello del trittico agente-calciatore-famiglia, con tutte le insidie ad esso connesso quando si decide di sposare l’illegalità.

Gianluca, a te la parola.

“Vorrei cominciare a parlare dei grandi. Primo profilo ad essere stato molto chiacchierato quest’estate è stato quello di Roberto Marino, centrocampista classe ’98 della Reggina che, dopo le 35 presenze con 2 gol e 1 assist, ha avuto tanto mercato, ma in comune accordo con la società abbiamo deciso di rimandare ogni discorso a gennaio, quindi a breve, così da poter valutare una sua uscita. Il giocatore ha richieste anche dalla Serie A, soluzione questa che porterebbe ad una cessione in Serie B in prestito. Ritengo quindi che ci saranno presto aggiornamenti. Roberto è un calciatore importante per la categoria, ha mostrato le proprie qualità in Serie C, e adesso bisogna capire dove può arrivare, e l’unico modo per farlo è valutare la possibilità di giocare in cadetteria. Con la Reggina siamo molto in sintonia, quindi concorderemo in totale sintonia la migliore soluzione. Per il club sarebbe una boccata d’ossigeno importante poter vedere i proprio talenti più limpidi, tra cui proprio Marino. Altro ragazzo del quale ho piacere di parlare è Francesco Palermo, anch’egli centrocampista classe ’98, attualmente in forza alla Sicula Leonzio, dove ha però trovato poco spazio. Posso garantirti che, quando gli sarà concesso maggior minutaggio da parte del tecnico, dimostrerà di poter essere un calciatore importante soprattutto per il futuro della società, come ha avuto modo di mostrare nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa. È un ragazzo che nella passata stagione, dove ha vestito la maglia dell’Acireale, è risultato essere il miglior calciatore della Serie D. Il direttore sportivo della Leonzio e la società credono molto nel ragazzo, puntano su di lui per il futuro ma, per un insieme di situazioni e risultati, l’inserimento nella formazione titolare si è rallentato. Sono pronto a mettere la faccia sulle mie parole: qualora dovesse giocare, da qui a qualche mese Palermo sarà uno dei migliori prospetti della Serie C. Detto ciò, vorrei aprire una parentesi su altro talento del ’98, l’attaccante Adamzaki Ouattara”.

Prego.

“I suoi numeri con la Palmese sono quelli di un grande calciatore, e svelo questo retroscena di mercato: in estate è stato chiamato dal Siracusa, che voleva tesserarlo in Serie C, ma ciò non è stato possibile a causa dello status di extracomunitario. Quindi, l’unica possibilità che ho di portarlo in terza serie è quella di trovare una squadra che possa puntare a vincere il campionato. Solo vincendo un campionato di D può andare in C, altrimenti è veramente dura per via della burocrazia italiana. Il giocatore ha un mercato impressionante in Serie D, sono diverse le società che mi hanno chiamato nei giorni scorsi per il tesseramento del ragazzo che, non ti nego, si è innamorato di Palmi e della sua gente. Il suo è un profilo che piaciuto molto alla Virtus Entella, con la quale sono in ottimi rapporti. Valuteremo ogni possibile evoluzione del suo futuro”.

Giusto menzionare Michele Lo Curto, sul quale il Milan ha dimostrato di puntare.

“Da quest’anno Michele è un calciatore professionista del Milan. Per me è un grande motivo d’orgoglio, ritengo sia una cosa che segni la carriera mia, oltre che del calciatore. Firmare un triennale a 16 anni, perché Michele è un classe 2002, con uno dei top club d’Italia, è uno degli obiettivi più importanti da raggiungere. Dopo essere stato seguito per diversi mesi, il Milan ha intavolato una trattativa diretta con il Cesena, il club romagnolo è poi fallito, e i rossoneri mi hanno incaricato di gestire gli aspetti economici del contratto da professionista del giocatore. Per me è un ulteriore soddisfazione poter collaborare con il club rossonero. Aggiungo, e questa è una chicca: durante le visite mediche a Milano, mi chiama l’Inter, con un dirigente che mi chiede la possibilità di incontrarmi, sapendo che fossi in città. Il motivo era quello di valutare un inserimento last minute nella trattativa, perché era nota la negoziazione con il Milan. Ho spiegato però che non ritenevo giusto voltare le spalle ai rossoneri, che si sono comportati sempre in maniera seria. Non c’è stato quindi alcun incontro. L’Inter ha comunque apprezzato il mio comportamento, facendomi i complimenti per l’operazione, seppur con l’amaro in bocca. Oggi nel calcio la serietà sta diventando qualcosa di introvabile, perché tutto gira attorno alla questione economica, quindi ho ritenuto doveroso il mio comportamento. Altra nota lieta per Lo Curto è l’accordo di sponsorizzazione con Puma, brand con il quale ha firmato un accordo  triennale. Il ragazzo sa che questo è l’inizio di un percorso, perché quando firmi un contratto da professionista l’obiettivo è il rinnovo, altrimenti il tutto si conclude con un nulla di fatto”.

Lorenzo Scandurra continua a far parlare di sé a suon di giocate con la Roma.

“Oltre ad aver fatto parte delle Nazionali giovanili, il ragazzo sta facendo cose importanti con i giallorossi. Il club punta molto su di lui, e molto probabilmente nel prossimo giugno ci potrà essere la possibilità di valutare la firma di un contratto da professionista, e questa è una delle notizie più interessanti in vista della prossima estate. Le sue prestazioni non sono passate inosservate agli occhi di uno sponsor tra i più importanti a livello internazionale, ovvero Nike, brand con il quale ha sottoscritto un accordo di sponsorizzazione triennale”.

Quando giochi nella Roma e indossi la maglia numero dieci, è quasi inutile aggiungere altro.

“Consideriamo che Lorenzo è siciliano, e il fatto che la maglia che tutti i romani indossano sia indossata da un ragazzo di un’altra regione la dice lunga sulle sue qualità e sulla fiducia che la Roma ripone in lui. Credo che lui abbia possibilità di vestire maglie importanti anche tra i professionisti, e di questo sono orgoglioso.”.

Cosa possiamo dire, invece, sui ragazzi più giovani che segui?

“Un ragazzo per il quale ho ricevuto una proposta ufficiale è Damiano Petrella, classe 2004. Poteva andare via già in precedenza, ma essendo il suo compleanno il 26 novembre, questa è una deroga che può essere regolarizzata secondo la normativa del settore giovanile solo l’anno dopo. Quindi non si è potuto tesserare a giugno 2018, ma si potrà tesserare a giugno 2019, quando potrà fare tranquillamente l’Under 16. Sono molto orgoglioso di questo ragazzo, un difensore centrale di grandissima prospettiva, con Genoa, Atalanta e Sassuolo che si sono messe in fila per poterlo tesserare già nello scorso anno. I liguri, in particolar modo, hanno avanzato una proposta ufficiale alla società presso la quale Damiano è tesserato, la Jonia Calcio. Sarà uno dei profili più importanti della leva 2004. Il mercato è però imprevedibile, e sicuramente a società come Juventus, Milan, Inter e Roma non è facile dire di no. Nonostante ciò, per quanto mi riguarda, il Genoa sarebbe il massimo, però è comprensibile che la chiamata di compagini come quelle che ho appena citato sia difficile da rifiutare. Vorrei adesso parlare di Giuseppe Cottone, anch’egli 2004, ragazzo che quest’anno è andato all’Imolese, in un’operazione che ha visto il Sassuolo protagonista. Avendo i neroverdi le deroghe già complete, pur di non farsi scappare un terzino sinistro, che a me ricorda molto Michele Lo Curto, il Sassuolo l’ha voluto girare ad una società amica come l’Imolese, per poter poi gestire il suo trasferimento nella prossima sessione di mercato estiva. Ti posso garantire che la Nazionale avrà prossimamente molto materiale da cui attingere per ciò che concerne la categoria 2004”.

Altri giovanissimi calciatori sono in rampa di lancio.

“Mi sento di fare il nome di Simone Leonardi, un ragazzo di Catania, anch’egli tesserato nella Jonia, società che, grazie ai propri tecnici, dà la possibilità a questi ragazzini di poter crescere. Nel panorama dei classe 2005 in Sicilia, Leonardi è assolutamente considerabile un top. È un attaccante duttile, che può giocare in tre ruoli del reparto offensivo, con una tecnica individuale notevole. È stato valutato dalla SPAL, la settimana prossima andrà in prova al Sassuolo, ma si sono già mosse società come Inter e Milan. L’ha valutato anche la Roma, che ha poi virato su altri profili, non siciliani. Per ciò che concerne la categoria 2006, non posso non parlare di Gabriele Marchì e Fabiano D’Amore, due ragazzi in rampa di lancio. Presento poi un altro giovane, e credo possa rendere l’idea il fatto che la Puma voglia a giugno considerare un contratto di sponsorizzazione per un 2007. In Italia, di calciatori così, credo ne nascano due l’anno. Il nome è Carmelo Marchese, un esterno d’attacco attualmente in forza proprio alla Jonia con caratteristiche veramente importanti, La Puma è andato a vederlo in un torneo a Gallipoli e, sapendo dei miei rapporti stretti con la famiglia, personali prima che professionali, hanno immediatamente chiesto la possibilità di dargli la fornitura e, al compimento dei dodici anni il prossimo giugno, di valutare un contratto di sponsorizzazione. Non voglio nemmeno immaginare quanti viaggi dovrò fare da settembre per lui, mi aspettano due anni a girovagare date le richieste che arriveranno”.

Parliamo praticamente di un bambino, eppure un colosso come Puma ha messo gli occhi su di lui. Come si gestisce una situazione simile?

“Con disciplina e serietà. Mi trovo molto bene con la famiglia proprio per questo, perché non mette assolutamente pressioni. Grazie a ciò, il ragazzo scende in campo solo ed esclusivamente per divertirsi, senza avere alcuna esigenza di mettersi in discussione in un’età così tenera. Nel giro di due anni, con queste premesse, i top club dovranno mettersi in fila per lui. Non mi sbilancio sui 2004-2005, figuriamoci su un 2007, ma con Marchese si fa a fatica a non immaginare un futuro importante. Lo scorso anno l’Atalanta gli ha regalato un camp, cosa che farà anche in questa stagione un’altra società, che ha già contattato la famiglia. Questa è la dimostrazione che importanti compagini cominciano già ad osservarlo da vicino. L’importante, come dicevo in apertura di risposta, è che non ci sia stress o pressione, come nel caso della famiglia di Carmelo. Questa è una cosa che dovrebbero imparare tanti genitori, che stressano figli, società ed un eventuale procuratore. Spesso si crede che il figlio debba risolvere i problemi della vita del genitore, ma non è così, ma non è così. Forzare i tempi non serve a nulla. Quando, alle volte, vedo ragazzi sotto i dodici anni partire per sostenere provini presso società professionistiche, mi rendo conto che il sistema è realmente marcio. Come può una società fare ciò? A Marchese inviti non ufficiali per dei provini sono arrivati, ma sono stati puntualmente rigettati, perché il regolamento è chiaro: non si possono fare provini fino al compimento dei 12 anni. Lavoro sempre nel rispetto delle regole, e chi non è del mio stesso avviso non può avere a che fare con me. Sotto quest’aspetto, ci tengo a sottolinearlo, i genitori di Carmelo sono state delle persone realmente mature, che hanno subito capito l’inutilità di quella che sarebbe dovuta essere una prova nascosta”.

Tocchiamo un tema appena sfiorato: diversi addetti ai lavori, in particolar modo i calciatori avanti con la carriera oppure che hanno appeso le scarpette al chiodo, sono contrari alla figura del procuratore accanto ai giovani calciatori. Come ti senti di rispondere a ciò?

“Fortunatamente il procuratore sportivo non esiste più, siamo tornati a parlare di agente. Per fortuna è stata disciplinata nuovamente la figura proprio dell’agente, e quindi per acquisire questa qualifica bisogna superare un esame durissimo, ma che fornisce almeno la possibilità di confrontarsi in questo mondo con, alle spalle, conoscenza dei regolamenti che alle volte risultano essere spinosi. In caso contrario, non si ha il diritto di calcare un campo di calcio oppure, addirittura, di gestire dei calciatori, a maggior ragione quando parliamo di giovani. Entrando nel merito della domanda, ritengo che, come in ogni cosa, ci sono i pro e i contro. Innanzitutto, va ricordato che la figura dell’agente da parte della disciplina calcistica italiana viene riconosciuta quando viene firmato un contratto da professionista. Questo è un passaggio fondamentale, dato che permette all’agente di acquisire notevole rilevanza agli occhi delle società e della Lega Calcio, e per tanto è giusto che la famiglia si affidi ad una figura che sia di aiuto per il ragazzo a livello professionale. Al di sotto dello step del contratto da professionista, ci sono chiaramente un’infinità di casi di ragazzi che hanno a che fare con richieste da parte di società che magari sono in altre parti del Paese. La famiglia ritiene quindi opportuno affidarsi a chi vive in questi ambienti e può indicare il miglior percorso di crescita per l’atleta. È qui che una figura come la mia può essere importante ma, sottolineo nuovamente, con una funzione consigliera, senza scopo di lucro. Purtroppo tantissimi procuratori vivono di quella che io definisco essere un’estorsione, chiedendo alla famiglia una somma di denaro alle volte anche importante per poter gestire anche solo una firma o comunque un passaggio in una società. Mi è capitato di essere stato contattato da genitori per una consulenza per i propri figli, chiedendomi, alla fine, a quanto ammontasse il mio compenso. La risposta che ho dato è stata sempre la stessa: i genitori non devono pagare il procuratore, devono essere le società a farlo, quando si stipula un contratto da professionista. Quindi, tutti questi soldi che girano tra procuratori, genitori e ragazzini compongono un sistema che non dovrebbero esistere e che va denunciato alle autorità competenti.  Questi soggetti devono essere puniti dalla legge, solo così questo problema potrà essere debellato”.

Gli stage a pagamento organizzati da osservatori, procuratori o pseudo-tali, seguono lo stesso ragionamento?

“Assolutamente sì. Gli stage sono raduni di giovani calciatori nei quali questi si mettono in mostra sotto lo sguardo di un osservatore di una società. Quando viene pubblicizzato uno stage evidenziando la presenza di più osservatori, possiamo già parlare di truffa. Peggio ancora se viene chiesta una somma di denaro per partecipare: è una truffa che va assolutamente denunciata alla Procura della Repubblica, perché è un’estorsione. In tutti i regolamenti che riguardano il Settore Giovanile Scolastico, non esiste alcuna norma che parla del pagamento di una tariffa per quanto riguarda gli stage o provini organizzati da società, che andrebbero, in tal caso, anch’esse denunciate per tentata estorsione. Al sottoscritto è capitato di fare delle segnalazioni alla Guardia di Finanza di Catania per smascherare alcune di queste azioni. Spero che i genitori leggano ciò: non si paga per giocare. Questo sistema marcio riguarda però solo alcune società, ci tengo a sottolinearlo.  Purtroppo nel nostro calcio sono diverse le piaghe. Un discorso a parte va fatto per gli allenatori che portano sponsor o che pagano per ottenere una panchina, cosa questa che gli garantisce una paradossale sicurezza anche in caso di risultati negativi, togliendo così a chi ha realmente studiato e si è formato a Coverciano, rimettendoci soldi e posto di lavoro, la possibilità di poter esercitare la professione”.

Discorso, questo, che potrebbe toccare diversi punti del sistema calcio in Italia.

“Parliamo di un tema più che attuale: siamo a dicembre e non sappiamo ancora quante squadre in Serie C, saranno promosse in Serie B oppure retrocederanno in Serie D. Non si sa per cosa si sta lottando, la classifica paradossalmente non è chiara. Questo comporta che una società non sappia che mercato fare, perché non sa se sta lottando per il salto di categoria o per la salvezza”.

Concludiamo con una considerazione sull’agente Gianluca Virzì: hai cominciato a seguire tanti dei tuoi ragazzi quando erano nei dilettanti, nelle scuole calcio, alle volte in campi improbabili. Adesso che ti relazioni con le più importanti società italiane, è cambiato il tuo modo di lavorare?

“Sono una persona che non dimentica le difficoltà incontrate per fare questo mestiere. Questo mi ha formato moltissimo. Quando ho la possibilità, durante la settimana, vado sui campi di periferia. Quando non riesco, mi avvalgo di una rete di collaboratori che ho in tutta la Sicilia i quali, sulla base di parametri che ho sempre dato, ma che sono relativi perché l’occhio può cambiare di persona in persona, riescono a tenermi aggiornato sulle categorie che sto monitorando, e che in questo momento sono quelle 2006-2007-2008. È anche vero che, avendo calciatori in società importanti, come abbiamo avuto modo di dire in precedenza, durante il fine settimana cerco di essere il più presente possibile per tutti, sia a livello telefonico che fisico. Quando un mio ragazzo ha un problema, mi metto in macchina oppure in aereo e lo raggiungo, in qualsiasi momento. Molte società si confrontano con me, per avere un parere su un determinato calciatore oppure su ciò che mi ha colpito in una partita. In base a quello che hai seminato e che stai raccogliendo, le società si fidano del tuo parere. Rispetto a 2-3 anni fa, per me è sicuramente cambiato qualcosa, perché adesso mi siedo a tavolino con Roma, Milan, Inter e tante altre, mentre prima dovevo farmi conoscere e far capire quanto il mio lavoro potesse portare risultati che oggi, per fortuna, stanno arrivando e continueranno ad arrivare. Non ho cambiato la mia metodologia lavorativa, perché se questa mi ha portato a questo punto, sono convinto che sia quella giusta. Inevitabilmente la mia asticella si è un po’ alzata, sto puntando tanto su ragazzi che secondo me hanno qualcosa di speciale. Sono partito da zero, e adesso sto riuscendo a far rispettare ai miei calciatori quelli che sono gli step che ritengo opportuni per un percorso di crescita: dilettante, società professionistica, tesseramento, da qui il contratto da professionista e poi il rinnovo. Arrivato all’ultimo punto, parli oramai di approdo in prima squadra, con la quale c’è la possibilità di essere aggregati per il ritiro”.