ESCLUSIVA FS24 - De Divitiis: "In Italia manca la propensione a coltivare il talento. Mi aspetto un periodo di riforme"

19.11.2018 21:14 di Francesco Fedele  articolo letto 215 volte
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ESCLUSIVA FS24 - De Divitiis: "In Italia manca la propensione a coltivare il talento. Mi aspetto un periodo di riforme"

Osservatore ed esperto di calcio giovanile, con esperienze in società blasonate come Spezia, Südtirol e Ascoli, abbiamo raggiunto in esclusiva l'osservatore Marco De Divitiis.

La prima domanda riguarda la nuova generazione italiana, che sta facendo parlare di sé finalmente in positivo: Cutrone, Mandragora, Castrovilli, Kean, Zaniolo, e diversi altri talenti sparsi tra Under 20 e Under 21 dal futuro che pare sarà più che roseo. Le qualità ci sono, possiamo parlare di ripresa del nostro movimento oppure è ancora prematuro?

"Non riesco ancora ad intravedere una netta inversione di tendenza rispetto al recente passato, soprattutto vedendo la differenza tra  il numero di giovani di prospettiva fatti esordire ed impiegati con continuità nei maggiori campionati europei, rispetto a quelli italiani. Molti addetti ai lavori, tendono a giustificare questo divario affermando che nel nostro Paese non nascono più grandi talenti, mentre penso che il vero problema sia che in Italia manchi la propensione a coltivare il talento, che spesso rimane inespresso. Le cause sono da ricercare nei pochi investimenti, da parte di molti Club, nello sviluppo dello scouting e dei propri settori giovanili, ma alla base di questo problema c’è anche una mentalità tipica italiana poco incline ad osare con i giovani".

Gabriele Gravina è stato eletto nuovo presidente della FIGC. Quali dovranno essere, secondo te, gli interventi da mettere in atto con maggiore urgenza in materia di calcio giovanile?

"Mi aspetto un periodo di profonde riforme, soprattutto dopo i veleni di una estate da dimenticare. E’ necessario attuare delle azioni mirate, con l’obiettivo di ristrutturare le fondamenta del sistema, cercando di migliorare la qualità e la visibilità del prodotto offerto, in modo da attrarre investitori e tutelare l’operato dei club finanziariamente virtuosi e capaci di investire risorse nella crescita dei giovani tecnici e calciatori. Partirei da una maggiore valorizzazione dei settori giovanili, incentivando anche il miglioramento delle infrastrutture dedicate. E’ inoltre necessaria una riforma dei campionati che, oltre alla scelta dei format, imponga un maggiore utilizzo degli under nelle varie divisioni, oltre che una immediata riflessione sul progetto seconde squadre".

Sandro Tonali è oramai una certezza del Brescia e, nonostante la giovanissima età, in questi giorni sta avendo modo di mettersi in mostra con la Nazionale maggiore. Come credi dovrà evolversi il percorso di crescita di questo ragazzo? Nonostante le qualità oggettivamente sopra la media, parliamo di un diciottenne, che necessita di tranquillità.

"Tonali rappresenta sicuramente un giovane di prospettiva, il cui percorso di crescita, oltre all’aspetto tecnico tattico, dipenderà inevitabilmente da due fattori. Il primo è relativo alla capacità che dimostrerà nel saper gestire psicologicamente le pressione dei grandi palcoscenici, mentre il secondo è rappresentato dalla capacità, da parte del club che in futuro ne acquisirà le prestazioni sportive, di massimizzare le sue qualità con estrema attenzione alla gestione del ragazzo, vista la giovane età, con la consapevolezza che al primo errore non dovrà essere messo da parte".