Druda: “Torreira può arrivare a livelli molto alti, ma deve essere tutelato”

 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 94 volte
Fonte: footballscouting
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Druda: “Torreira può arrivare a livelli molto alti, ma deve essere tutelato”

Sette presenze in stagione, 630 minuti raccolti. Sempre presente, dati alla mano già intuiamo l’importanza di Lucas Torreira per Marco Giampaolo e la Sampdoria. Abile in interdizione ed impostazione, motorino inesauribile, il centrocampista uruguaiano classe ’96 è entrato di diritto nell’elenco dei migliori talenti della Serie A. Football Scouting ha raggiunto in esclusiva Roberto Druda, osservatore che ha portato il ragazzo al Pescara, prima squadra italiana ad accorgersi delle sue qualità.

Torreira è un giocatore che è stato tra virgolette costretto a diventare grande prima degli altri, essendo arrivato in Italia senza esperienza in una massima divisione sudamericana.

“Il suo arrivo in Italia trova le radici nella volontà mia e del presidente del Montevideo Wanderers di creare una sinergia con il Pescara. Il nostro progetto prevedeva di avvicinare la tecnica sudamericana alla tattica italiana, e Lucas è la prova della bontà del progetto”.

Nato come seconda punta, reinventato regista. Si aspettava quest’evoluzione tattica?

“Tanti anni fa, nei primi anni 2000, dopo il periodo sacchiano del 4-4-2 e la scomparsa del classico numero 10, parlavo con i tecnici sudamericani che adottavano l’enganche, il giocatore che crea, uno come Riquelme per intenderci. In Sudamerica sin da piccoli si ha quest’idea di calciatore, ed è per questo che trovavo opposizioni quando raccontavo come qui da noi questa figura fosse scomparsa, con la spettacolarizzazione che viene solo dopo il risultato. Diversi giocatori che ho portato in Italia, e che nascevano per l’appunto come elementi prettamente offensivi, si sono ritrovati a fare i centrocampisti centrali. L’evoluzione di Lucas è stata proprio questa, ma credo sia una variante tattica necessaria in Italia, dove le squadre si dispongono molto corte in campo e quindi il play basso è una sorta di numero dieci arretrato. La grande abilità di Torreira è stata quella di mostrare qualità anche in fase difensiva, ed ha superato anche i primi problemi, quelli tipici dei giocatori del suo ruolo che arrivano qui da noi, ovvero la pigrizia in fase di non possesso. Si è messo a disposizione dei suoi allenatori, ha mostrato grande intelligenza ed è stato premiato”.

La Nazionale uruguaiana vive una fase storica calcistica fatta di calciatori di grandi qualità come Vecino, Bentancur, Valverde. Quando vedremo Torreira tra questi nomi?

“Lucas è seguito dagli uomini di Tabarez, ma è un giocatore che non rientra negli standard della Nazionale, se così li possiamo definire, perché in Uruguay vige l’opinione che un calciatore debba arrivare alla Celeste dopo essere passati per le nazionali giovanili, cosa che a Torreira è mancata quasi totalmente. Il ragazzo in Uruguay non lo conoscevano, la sua storia è cominciata grazie ad un’intuizione del direttore e dell’ex presidente del Montevideo Wanderers, socio del Pescara. Personalmente ho cercato di aiutarlo, di cercare di indirizzarlo verso la strada corretta”.

Una cosa che colpisce di Torreira è che ogni stagione pare prenda sempre maggiore consapevolezza dei propri mezzi, cosa non comune data la sua giovane età. Dove può davvero arrivare questo talento?

“Lucas ha una grande qualità: è molto intelligente, cerca di applicare immediatamente qualsiasi consiglio che riceve. Questa cosa me la fece notare anche Massimo Oddo, che si accorse della maturità incredibile di questo ragazzo. Sono del parere però che debba essere maggiormente tutelato, perché ad esempio contro l’Udinese dopo pochi minuti ha subito un fallo da cartellino rosso, un intervento con il solo scopo di far male. È un giocatore che, a mio avviso, può arrivare a livelli altissimi”.