Quando l’osservatore calcistico diventa Social

27.03.2018 09:02 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 1479 volte
Fonte: www.footballscouting.it
Quando l’osservatore calcistico diventa Social

Vecchio e moderno, questi due termini si contrappongono da tempi immemori, da un lato la tradizione, la classicità e il passato, dall’altro l’evoluzione tecnologica, la modernità, il futuro.

Queste due parole dividono e allo stesso tempo uniscono, dividono perché creano una linea netta di distinzione tra due punti di vista, ma uniscono perché senza questa linea netta non si potrebbe guardare orizzonti futuri, in grado di cambiare il corso degli eventi. Tra tutti gli scenari ai quali sarebbe possibile applicare queste distinzioni, noi di Football Scouting vogliamo prendere in considerazione un panorama tanto specifico quanto preciso, ovvero l’evoluzione dello Scouting calcistico.

L’idea dell’osservatore calcistico con pipa alla bocca e coppola sulla testa sempre in giro sui campetti di periferia in cerca di nuovi talenti da segnalare, è tanto affascinante quanto superata, almeno in parte e dopo vedremo il perché. Il mestiere dell’osservatore si è evoluto con lo scorrere del tempo, diventando sempre più tecnologico, cercando un distacco dalla tradizione quasi forzato, non perché i risultati non siano arrivati in termini calcistici, quanto perché il costo di tutto ciò per le piccole-medie società di calcio sia diventando lentamente e inesorabilmente insostenibile.

Ecco allora il futuro, il Social Scout. Ma cos’è esattamente il Social Scout e in cosa consiste ?

Si basa sull’utilizzo dei mezzi informatici e nuovi media per segnalare ai club un giovane calciatore nella sua adolescenza calcistica, in grado di mettersi in mostra sui campi di qualche campionato giovanile. Cosicché le società non debbano inviare persone sicuramente qualificate, ma costose, fino a quando non ci sia una scrematura iniziale di tutte le proposte giunte a quest’ultima. Tutte le segnalazioni alimentano un archivio in continua espansione dal quale attingere nomi per i quali valga la pena mandare un osservatore calcistico direttamente sul luogo.

Le motivazione di questa scelta sono prettamente di natura economica, come già detto il costo della gestione societaria sta diventano sempre più alto, i tagli continui portano ad assidue spending review, ma in questo caso la soluzione sembra essere a portata a mano.

Il Social Scout non solo permette di spendere meno, ma da la possibilità alle squadre di calcio di creare una rete di contatti e talenti da tenere d’occhio ben più ampia di quanto potesse essere prima, dando il via a una vera e propria rivoluzione Social anche in questo ambito.