Quando il talento non è tutto

11.12.2017 09:31 di Redazione FS24 Twitter:   articolo letto 1062 volte
Fonte: Marco Zibardi - osservatore calcistico abilitato FIGC
Quando il talento non è tutto

Quando madre natura ti beneficia del talento è indubbio che si parte sempre avvantaggiati rispetto alle persone non dotate di tale dono.
Molte volte avere talento può trarre in inganno perché essere definiti giocatori talentuosi non è garanzia di successo e questo lo si deve tener bene in conto per il proseguo della carriera .
Nel corso degli anni, mi è capitato di visionare molti giovani calciatori talentuosi che in un determinato periodo di età marcavano la differenza ma poi a lungo andare se mancando gli stimoli, il carattere, la fame, la voglia di sudare ed il voler continuamente migliorare e progredire, sono rimasti dei grandi talenti inespressi dispersi nei meandri del calcio dilettantistico .
Di fondamentale importanza è il lavoro svolto sul campo con il supporto di tutti i professionisti che ne fanno parte, dove una volta selezionato e monitorato il calciatore talentuoso, devono essere bravi nel saperlo gestire e quindi valorizzare , consigliare ed indirizzare nel giusto cammino.
Il più delle volte, il ragazzo talentuoso è quello più anarchico e/o pigro del gruppo pertanto il lavoro da svolgere diventa maggiore e ricco di difficoltà .
Nell'ultimo decennio hanno ancor più rilevanza quei professionisti quali psicologi e pedagogisti che seguono la parte psico emozionale al di fuori del rettangolo di gioco determinandone la crescita umana .
A tal proposito molte società professionistiche hanno creato nel loro staff un area psico-emozionale per salvaguardare e far maturare i "talenti del futuro " .
La famiglia è un'altra componente essenziale per la crescita umana del proprio figlio sempre e quando non diventano troppo assillanti ed iperprotettive ; uno studio dell'Università di Torino ha stabilito che più la famiglia è disinteressata alla carriera calcistica del proprio figlio, più il giovane ha possibilità.