LIBRI & MANUALI: “Studiare gli avversari… e se stessi”. Damiani a FS24: "In Italia sono tutti informatici ma pochi sono anche allenatori..."

11.05.2014 01:59 di Redazione FS24 Twitter:    Vedi letture
LIBRI & MANUALI: “Studiare gli avversari… e se stessi”. Damiani a FS24: "In Italia sono tutti informatici ma pochi sono anche allenatori..."

Sì come il ferro s'arruginisce sanza esercizio e l'acqua si putrefà o nel freddo s'addiaccia, così lo 'ngegno sanza esercizio si guasta (Leonardo da Vinci). Come dar torto al geniale artista toscano? Studiare, informarsi ed approfondire è l'unica strada per imporsi nel calcio moderno ipercompetitivo e iperattivo. 
L'autore del libro “Studiare gli avversari… e se stessi”, mister Claudio Damiani, è uno studioso rigoroso che sa cosa vuol dire fare la gavetta sui polverosi campi della provincia italiana. 

Damiani, ai microfoni di footballscout.it, racconta come è nata la sua passione per la match Analsys e il percorso professionale che ha intrapreso da qualche anno 

Come è nata l'idea di scrivere un libro su un argomento specifico come la match analysis, perchè non un manuale generico sul ruolo dell’osservatore?
Ho passato tre stagioni meravigliose a Portogruaro, allenando il primo anno gli Allievi regionali e poi mantenendo il gruppo per le due successive stagioni con la Berretti. Ma non facevo solo questo: ogni domenica mi mettevo in auto per seguire partite per conto della mia società. Le relazioni che dovevo produrre potevano avere come oggetto uno o più giocatori che la società seguiva nelle categorie inferiori (in particolare Serie D), o l’analisi notazionale della squadra che il Portogruaro avrebbe dovuto affrontare nelle successive domeniche di campionato. Il tutto prettamente a livello manuale. Nella mia parentesi in Serie D ad Aosta (per un periodo come secondo di Sottili attualmente al Varese, e nella successiva sfortunata stagione, da allenatore), ho potuto cimentarmi nell’analisi da filmato.Ci si procurava i dvd delle squadre da affrontare con vari mezzi e passavo ore e ore ad analizzare fasi di possesso, transizioni e situazioni di palla inattiva stando attendo, se il numero di maglia non era ben visibile, addirittura al taglio di capelli del giocatore da registrare! Dopo alcuni anni Sottili è venuto ad allenare nella mia città, Venezia e mi manifestò il desiderio di conoscere il mago delle palle inattive: Gianni Vio; detto e fatto: Una sera ci trovammo a cena a Mestre a parlare di punizioni laterali, calci d’angolo e e barriere, di tecnologia applicata al calcio è lì mi sono aprii lasciando stupiti i miei due interlocutori. Sapevano che avevo un certo debole per l’informatica applicata al calcio, che  possiedo una discreta competenza tecnico tattica e in coro mi dissero: “Claudio dedicati alla match analysis, che qui in Italia sono tutti informatici ma pochi sono anche allenatori!” Mi scattò l'ispirazione: ho iniziato da lì a testare dei software con dei video (nel libro è descritto un completo tutorial di un software di video analisi distribuito gratuitamente nel web) e  a causa anche del mio stato di disoccupazione ho iniziato a svolgere ricerche approfondite che mi hanno portato a costruire il progetto editoriale. Il libro tocca comunque la figura dello scouting in generale, presentando anche una sostanziosa parte dedicata all’osservazione del singolo.


In una società professionistica strutturata quanti collaboratori dovrebbe avere un head coach? 
Nel mio libro si è voluto proprio mettere in risalto la distinzione tra realtà dilettantistica e professionistica; questo per rendere il prodotto interessante a tutti gli addetti ai lavori. Chi conosce il calcio di oggi sa anche che vi sono società di Eccellenza attrezzate come società di Lega Pro e, viceversa, società di Seconda divisione che hanno una struttura tecnica pari a quella di una Promozione. E’ difficile quindi definire, a livello di organigramma tecnico, stabilire chi è dilettante e chi prof o viceversa….
A mio modesto avviso, in un club professionistico medio, ad esempio militante in una Prima Divisione, la struttura dovrebbe prevedere: Staff tecnico: un Allenatore, un secondo, un preparatore dei portieri, un preparatore atletico. Staff scientifico: un Analista tecnico tattico di squadre avversarie e una rete di osservatori  (più o meno nutrita a seconda degli obiettivi societari) a caccia di talenti.Staff medico, costituito da un Medico sportivo, uno o più fisioterapisti e/o esperti nella riabilitazione.


Perchè in Italia il ruolo dell'osservatore ha scarsa rilevanza mediatica e scarsa considerazione a livello istituzionale?
E’ la domanda che mi sono posto circa un anno fa e che mi ha permesso di conoscere un personaggio che la pensa come: Antonio Gagliardi, il Video Analyst della nostra nazionale. Reticenza delle società, pigrizia mentale nell’avvicinarsi alla novità che non per forza deve essere tecnologia, fattori economici; questi potrebbero essere i motivi… Inghilterra, Spagna e altri paesi nord europei sono molto più avanti di noi!Ho sempre pensato che la figura dell’analista tattico abbia i requisiti per potere essere formalmente riconosciuta dal nostro Settore Tecnico alla pari di Preparatori Atletici, D.S. e Agenti di Calciatori. Ho cominciato a ventilare questa “mission” sul mio blog www.mistermanager.it, creando anche un gruppo su Facebook che in poco tempo ha evidenziato una certa “fame” di imparare e praticare questo ruolo. Non a caso Gagliardi con Maurizio Viscidi (tecnico F.I.G.C. e collaboratore diretto di Prandelli), con Sics (Azienda leader in Italia in fatto di video analisi per il calcio), e Il Nuovo Calcio, hanno indetto il 1° corso per Video Analisti Tattici che si terrà il prossimo mese a Coverciano. Risultati di adesione? Oltre ogni aspettativa! Considero che questo sia il primo passo decisivo e fondamentale per dare enfasi a un tipo di ruolo che permette a qualsiasi club, di qualsiasi categoria, di poter eseguire una programmazione in base a dei dati rilevati e migliorare sicuramente la performance di squadra e dei singoli"

 Il perfetto talent scout deve disporre di un mix di competenze o deve iperspecializzarsi in singoli aspetti?  

Per essere un buon analista non è sufficiente “guardare” ma è necessario “osservare”. Per osservare occorre avere delle competenze per poter arrivare a un giudizio sull’utilità o meno di dover rilevare un certo tipo di evento. La conoscenza del gioco del calcio è basilare; servono poi intelligenza ed elasticità mentale, intuizione, capacità di autocritica e di proiezione.
Oltre a una buona dose di vissuto e capacità mnemonica è altresì fondamentale l’imparzialità di giudizio. Il sottoscritto, vanta 13 anni di campionati da allenatore, circa 350 gare osservate dai bordi del campo e una buona capacità di approccio alla tecnologia. Forse in tono un po’ polemico, penso che chi dispone di un “campionario" di capacità e competenze apparirà un elemento più utile a un club, non tanto per la qualità delle stesse cognizioni possedute, ma per la possibilità di ricoprire più mansioni e quindi far contenere i costi alla società stessa!

Ha collaborato con Gianni Vio, il mago dei calci piazzati. A suo parere quali sono i club di A più attenti in questa specialità?
Più che una collaborazione, possiamo dire che conosco Gianni da quando eravamo allenatori avversari e lui iniziava a disegnare le prime situazioni di palla inattiva con carta e penna!  Nel corso degli anni siamo stati molto a contatto confrontandoci e scambiandoci informazioni anche sotto l’aspetto tecnologico. La Fiorentina è attualmente la massima espressione dell’utilizzo del gioco “statico” in Italia e forse anche in Europa. Nel corso della passata stagione, solo in campionato, la “Viola" ha realizzato 23 reti da palla inattiva: un cifra impressionante! 

Ha avuto un'offerta dalla lontana Ucraina, di cosa si tratta? 
Un bel giorno mi chiama un ex giocatore della Juve anni ’90 dicendomi che aveva notato dei miei “lavori” a livello di scout nel web dopo che qualcuno gli aveva fatto il mio nome. Egli lavora per un club Ucraino importante impegnato fino a poco tempo fa in Europa League. Mi invitò a un colloquio in cui si stablì il mio ruolo come scout per l’Italia e soprattutto la questione economica. 
Tornato in Italia preparai in fretta e furia i documenti necessari per il contratto li spedii tradotti e legalizzati. Dopo un paio di giorni l’Ucraina è sprofondata nel caos più totale con rischio di guerra civile e sospensione dei campionati.Purtroppo, si attende ora che la tragica situazione di quel paese si sistemi per riprendere i contatti e chiudere (lo spero!), la trattativa.Colgo l’occasione per consigliare di farsi conoscere per quel che si sa fare, mettendo in mostra i propri lavori senza custodirli gelosamente dentro un cassetto! Inoltre, se possibile, insistere per avere un colloquio di conoscenza. Il semplice C.V. a volte non basta...