Eugenio Sena a FS24: “Ecco come funzionano le academy e lo scouting in Australia”

09.02.2017 18:19 di Redazione FS24 Twitter:    Vedi letture
Eugenio Sena a FS24: “Ecco come funzionano le academy e lo scouting in Australia”

 

 

Il calcio australiano è considerato con maggior rispetto negli ultimi anni, ovvia conseguenza delle recenti partecipazioni ai Mondiali, ma anche della presenza di Socceroos nei migliori campionati europei. Il definitivo decollo di un movimento calcistico non puo' che passare dai settori giovanili e grazie al siciliano Eugenio Sena la redazione di footballscout24.it andrà a scandagliare i segreti delle Academy australiane in cui Sena ha lavorato fino all'estate del 2016

 

Come è strutturato il movimento calcistico 'aussie'

Al vertice della Piramide c'è l'A League: il campionato “internazionale” australiano, partecipano società dei 5 stati dell’Australia (anche una neozelandese). Non ci sono retrocessioni, infatti la possiamo paragonare alla fantomatica Lega Europea privata di cui si sente parlare. In ogni stato ci sono 3 leghe: National Premier League 1 (NPL1, le vincitrici dei 5 stati si scontrano, ma non vi è nulla in palio), National Premier League 2 (NPL2), National Premier League 3 (NPL3). Poi ci sono le serie Inferiori. Dobbiamo fare una netta differenza tra l’attività agonistica (quindi l’età dai 12 fino alla primavera) e l’attività di base (dai primi calci ai fino agli esordienti). In Australia il sistema funziona in questo modo : per l’attività di base avviene una lievissima selezione solo da parte della squadre di A League, in tutte le altre non avviene nessuna selezione. Tutti i bambini si allenano e giocano nei parchi. Parchi che sono immensi, ogni squadra ha un genitore come “dirigente” o “accompagnatore”, gli altri genitori aiutano a montare e smontare le porte. Dopo le partite, tutti a fare il barbecue proprio nel parco. Tanti parchi hanno in dotazione barbecue, installati a pochi metri dove i bambini hanno appena finito di divertirsi.

La federazione ha escogitato un sistema che ritengo molto intelligente, fino alle partite degli under 11 non vengono assegnati punti. Le sfide sono locali (ad un raggio di massimo 15-20km) e capita che una società ha più di una squadra della stessa età (come direttore tecnico avevo 4 squadre u10). La società designa la squadra A e quella B, che appartengono a due gironi differenti. Le “ retrocessioni” avvengono durante l’anno, se una squadra vince un certo numero di partite , magari con tanti goal di scarto, sale di girone. Al tempo stesso una squadra debole, che perde 2 partite consecutive con 8 goal di scarto, viene declassata di girone. Il tutto si fa per avere una “competizione” equilibrata. Dagli u13 iniziano le selezioni. Non ci sono osservatori, le squadre selezionano con “concentramenti”, scremando via via fino a reclutare la rosa ideale. Ci sono ragazzi che in un mese provano pure in 10 squadre, perché se non vieni selezionato nella A –League , provi la NPL1, e così via. Molto importante: dalla NPL2 in giù, fino agli under 18 tutti i giocatori pagano per giocare. Quindi non solo vai a fare le selezioni, ma pagherai annualmente per far parte della squadra. Nessuno si lamenta, è così e le società debbono farlo per continuare ad esistere. Ci sono anche le academy private. Queste sono più costose delle squadre di NPL, ma offrono allenamenti 3 volte a settimana, più la partita. Le società di NPL 1 si allenano 3 volte a settimana, NPL2 e 3 solo 2. Le strutture sono migliori, con allenatori più competenti e qualificati. Ma non possono partecipare alla competizione NPL, quindi durante la settimana indossano una tuta di allenamento diversa da quella della domenica. Perché l’academy privata si affilia con una società che partecipa ad un competizione appartenete ad un'altra lega distrettuale. Sta di fatto che la competizione non è di un livello più basso rispetto alle NPL, ma gli allenamenti hanno una quantità e soprattutto qualità maggiore della NPL.

Nelle società NPL dagli u13 alla prima squadra, si allenano nella medesima struttura, in orari differenti. Si allenano in campi comunali che sono affittati annualmente dalle società, capita che un anno ti alleni in un posto, il prossimo anno cambi terreno di allenamento. Per le squadre di A League non è così, la prima squadra e primavera ha strutture differenti e gli allenamenti della prima squadra possono essere visti da tutti, non ci sono segreti. Anche guardano qualche allenamento delle squadre di A-League, le differenze con l’Ungheria e l’Italia sono la professionalità, serietà e pressione con le quali vengono affrontati allenamenti e partite. Facendo il direttore tecnico presso una squadra, ho studiato il Curriculum della Federazione. Il Curriculum è una sorta di Bibbia che tutte le società dovrebbero seguire, e viene seguito tantissimo. Ad esempio, il modulo di gioco designato dalla federazione è il 1-4-3-3. Tutte le società cercano di seguirlo e giocare in questo modo, ma chi capisce di calcio sa che sono più importanti i principi di gioco che i numeri.

Quali sono i parametri fisico-tecnici più importanti per selezionare un giocatore in Australia?

Nelle squadre di NPL ci sono società di origine italiana , greca, portoghese, croata, cipriota, irlandesi. Troviamo anche allenatori, che ormai sono quasi tutti nativi australiani, ma appartenenti a generazioni oltre oceaniche. Alcune di queste società predilige avere giocatori con le medesime origini della società. Quindi , oltre che il fisico, anche la provenienza alle volte risulta essere un vantaggio (o svantaggio). Anche se la squadra è italiana o portoghese, non vi è nessuna relazione con lo stile di gioco. Le caratteristiche che le squadre cercano sono calciatori fisici e di alta statura. Senza dubbio , l’occhio ricade essenzialmente su questo. Questo perché prediligono il gioco aereo , perché il gioco si basa su poco fraseggio, tanta quantità e tanta palla lunga. A livello tattico sono molto molto indietro, mancano tutti i fondamentali. A-league è una parte del calcio fin troppo elitaria, sono 9 squadre Australiane e 1 Neozelandese, rappresentano una parte infinitesimale del panorama calcistico oceanico e adesso stanno incominciando a modernizzarsi ed europeizzarsi. Il fatto che non ci sia una retrocessione , implica una mancanza di pressione che è la differenza culturale tra l’Australia e dove viviamo noi. In Australia non si vive con pressione, chi è cittadino australiano gode di tanti benefit: assicurazione medica gratuita, scuole gratuite, università gratuite: lo stato ti permette di studiare gratuitamente, dopo che hai un lavoro ,gli restituirai la cifra totale con infimi importi annuali. Se non vuoi studiare, trovi un lavoro in meno di mezza giornata. Se ti impegni, in Australia fai il lavoro che ti piace e guadagni bene. Anche se non ti impegni, avrai pur sempre un lavoro ben pagato. I ragazzi australiani hanno tutto apparecchiato a tavola, hanno solo l’imbarazzo della scelta. Posso dire che il ragazzo australiano è anche lazy e spoiled (pigro e viziato). Non sono abituati a lottare e a guadagnarsi i propri traguardi. Quando i ragazzi vanno a fare i tornei internazionali, parlando con colleghi italiani ed europei, possiamo notare anche con la presenza di un gruppo valido, ciò che rende inferiore il calciatore australiano è la mancanza di audacia e l’aver paura a tensione alta. Ho avuto modo di parlare con 2 giocatori del Sydney FC : mi hanno raccontato che avere Del Piero nel loro allenamento è stato come svegliarsi da un sogno… ma Del Piero c’era veramente. Il portiere ha iniziato nel ruolo di ultimo uomo all’età di 15 anni"