Andrea Pinton: un giovane difensore “old school”

12.03.2014 10:53 di  Redazione FS24  Twitter:    vedi letture
Fonte: maintalents.com
Andrea Pinton: un giovane difensore “old school”

Andrea PINTON, classe ’96, in forza alla Primavera della F.C. Internazionale,  difensore tutto d’un pezzo, roccioso ed al contempo veloce, tecnico e cattivo.

Ecco come ha risposto alle domande di Simone Botta per MainTalents.com:

-Ciao Andrea, raccontaci della tua carriera calcistica: oggi Internazionale FC, ieri dove sei stato e nel tuo domani cosa vedi?
“Ciao Simone!  Allora, ho iniziato a giocare a calcio nella società del mio paese, l’U.S. Borgo, piccolo centro abitato del Trentino, fin da piccolo. A 13 anni venni notato dall’A.C, Mezzocorona, squadra che allora giocava nel campionato di LegaPro Seconda Divisione, che quindi mi indirizzò verso la scelta definitiva alla mia vera passione. A Mezzocorona disputai il campionato Giovanissimi Nazionali un anno in anticipo da titolare e dopo qualche mese arrivo’ la richiesta dell’ Inter prima e di altre Società. La mia scelta cadde senza ombra di dubbio sulla società nerazzurra, ma vista la giovane età, per poter restare ancora con la famiglia e per motivi di studio venne concordato di completare il percorso di maturazione tra le fila del più vicino Vicenza Calcio. Qui rimasi 2 stagioni, la prima con i Giovanissimi Nazionali e la seconda con gli Allievi Nazionali giocando sottoeta’. Nell’agosto del 2012, finalmente, inizia la mia avventura con l’Inter negli Allievi Nazionali.
Parlando del mio futuro dico che il mio interesse primario è sicuramente riuscire a realizzare questo sogno che ho fin da piccolo, cioè giocare a calcio ad alti livelli, ma nel mio avvenire spero anche di intraprendere gli studi universitari e conseguire una laurea.”

-Il difensore è un ruolo che si evolve continuamente, cosa ne pensi in merito?
“Nel corso della storia del calcio, questo ruolo è stato soggetto a numerose evoluzioni, soprattutto dal punto di vista tattico ( basti pensare alla “novità” della marcatura a zona).
In questi ultimi anni però il difensore è diventato una pedina fondamentale anche nell’impostazione del gioco e di conseguenza il livello tecnico si è alzato notevolmente.
Ora questo ruolo può essere paragonato a quello del linebacker del football americano, cioè un mix di forza fisica, tecnica e intelligenza tattica.” 

-Quando sei in campo, qual è la fase di gioco nella quale dai il meglio di te?
“In campo esprimo il meglio delle mie qualità sicuramente nel gioco aereo; sono un giocatore fisico che quindi mette su questo piano lo scontro di gioco. Inoltre cerco di ottimizzare al massimo l’intelligenza tattica e il senso della posizione.”

-La prima squadra per molti è un sogno, per te è già realtà. Spesso aggregato agli allenamenti con il main team, raccontaci, chi ti ha stupito di più e cosa hai appreso?
“Si è vero, in più occasioni ho avuto la possibilità e l’onore di allenarmi con quei grandi campioni che si vedono solamente in televisione. È’ certamente un’esperienza straordinaria venire a contatto con giocatori di massimo livello, ma è altrettanto straordinario il loro livello di umanità e umiltà che va sottolineato.
Guarin è stato il giocatore che più mi ha impressionato per la sua potenza fisica perfettamente abbinata alla qualità tecnica. Devo dire però che il talento di Kovacic è indescrivibile: qualità e spunto tra le sue caratteristiche. Un giovane tra i più interessanti dell’intero panorama calcistico.”

-Fuori dal campo, chi è Andrea Pinton?
“Fuori dal campo sono una persona normalissima, frequento il Liceo Scientifico (anche con un alto profitto, per la gioia della mamma! ride,ndr) perciò devo impegnarmi per riuscire a conciliare l’attività sportiva con quella scolastica ottimizzando al massimo il poco tempo a disposizione che ho. Nel rimanente free-time seguo tutto lo sport in genere, dalla mia “vecchia” passione, lo Sci Alpino,al Volley, ex sport di mio padre e ora di mia sorella. Mi piace la NFL, ma soprattutto sono tifosissimo dell’ NBA, e spero che i Miami di Lebron James vincano il terzo titolo consecutivo. 
Mi piace anche uscire con gli amici, ascoltare musica (mio padre mi ha tramandato la passione per gli U2) e qualche volta staccare da tutto dedicandomi alla lettura.”

-Chi è il tuo prototipo di giocatore ideale?
“Francamente non ho un giocatore ideale, io cerco di svolgere il mio lavoro con la massima dedizione possibile, cercando di interpretarlo a modo mio. Ovviamente osservo moltissimo le movenze e le caratteristiche dei grandi campioni che occupano il mio ruolo, ma mi propongo l’obiettivo di adottare e assumere da ognuno ciò che ritengo fondamentale formando nella mia testa un giocatore concettualmente ideale al quale ispirarmi.”

In bocca al lupo per la tua carriera Andrea, le tue caratteristiche extra-calcistiche combinate con le varie abilità sportive ti conferiscono quel qualcosa in più che son sicuro ti porterà lontano. Ad maiora!