Guffanti: "Il segreto del metodo Udinese? L'organizzazione"

13.04.2015 20:24 di  Redazione FS24  Twitter:    vedi letture
Guffanti: "Il segreto del metodo Udinese? L'organizzazione"
© foto di Sandro Schachner/wikipedia

A Desenzano per la SDL Scouting Conference ha partecipato anche Riccardo Guffanti, scout dell'Udinese. Ecco quanto riportato da Tuttomercatoweb:  "Lavoro all'Udinese da sette anni dopo un lungo percorso dirigenziale. I segreti dell'Udinese? Non sono i bravi osservatori, ma l'organizzazione. E' questa la cosa principale che ho trovato a Udine, soprattutto nello scouting. Ogni persona deve stare nel suo ruolo. Lo scouting è il cappello tecnico di questo club: il segreto dell'Udinese è la filiera. La proprietà, in particolare Gino Pozzo, ha grande passione ed è direttamente interessata in questo settore e questo è un vantaggio. Anche il Barcellona si è interessato un po' al modello Udinese. Voglio spendere una parola importante pure per Andrea Carnevale (resp. scouting): il calcio ha bisogno di grandi calciatori ad occupare spazi significativi. Carnevale ha fatto questo percorso, ha una competenza speciale, è un gran lavoratore, osserva e scova i giocatori. Ed è una nostra risorsa molto importante".
"Dirigenti? I tecnici del settore giovanile hanno sotto mano i miglioramenti di un giocatore, e critico i dirigenti che vogliono fare gli allenatori. Il lavoro che deve essere fatto in Primavera è in funzione della prima squadra. Scouting internazionale? I giocatori nei vari campionati vengono controllati attraverso i contatti e le segnalazioni, anche di agenti di calciatori. L'Udinese si avvale pure di molti collaboratori sul posto. Ci sono poi gli ossevatori dell'Udinese che decidono se il giocatore sia effettivamente interessante. Operazioni dirette con gli agenti non vengono fatte".

"Quando si osserva un giocatore bisogna anche cercare di capire la sua personalità, la sua storia, relazionandoti con chi lo ha avuto in precedenza. Le nostre relazioni? Sempre scritte. Chi legge deve capire come se fosse stato presente alla partita. Guardiamo molto anche alla dinamicità, un valore legato all'aspetto fisico, muscolare ma anche mentale. Alvarez che arrivò all'Inter, tecnicamente straordinario ma a livello di dinamicità ha fatto inizialmente fatica".

"La figura dell'allenatore? Partecipa alla condivisione sulla scelta del giocatore, impegnandosi a far crescere il giocatore. La rosa? Viene fatta fondamentalmente dalla società, l'allenatore è chiamato a dare il suo parere sul giocatore che deve essere ritenuto pronto".

"Scuffet? Bisogna avere pazienza, ha fatto 17 partite l'anno scorso e si è trovato almeno 7 volte in prima pagina sui quotidiani. Stiamo parlando di un portiere che è ancora in Nazionale, ma vanno gestite le pressioni. Lo rivedremo di nuovo"