La Periferia del Fútbol - Nueva Chicago, la cantera del "ascenso" argentino

 di Francesco Fedele  articolo letto 157 volte
La Periferia del Fútbol - Nueva Chicago, la cantera del "ascenso" argentino

Il primo grande idolo dello sport argentino è stato sicuramente Justo Suárez. In Italia è una figura poco nota, anche perché parliamo di un pugile del secolo scorso (è vissuto dal 1909 al 1938), la cui popolarità in patria ha ampiamente superato i successi sportivi. La sua fu la traiettoria che tutte le persone provenienti da contesti poveri, o comunque difficili, aspirano: nascere senza avere praticamente alcun bene materiale, ma con un talento fuori dal comune e la possibilità, grazie ad esso, di arrivare in cima. Purtroppo una tubercolosi l’ha portato via da questa terra quando aveva forse molto da dire (nonostante, anche a causa del divorzio che lo gettò letteralmente KO, per restare in tema, la sua carriera pareva essere in fase calante). Il suo ricordo è però rimasto intatto nei cuori degli appassionati di boxe e non solo, tanto che il suo soprannome “El Torito de Mataderos”, ha fatto sì che i calciatori del Nueva Chigaco, squadra per l’appunto di Mataderos, quartiere di Buenos Aires, vengano ancora quest’oggi chiamati “Los Toritos de Mataderos”.

Attualmente in Primera B Nacional, seconda divisione del calcio argentino, è proprio questa la realtà che quest’oggi conosciamo più da vicino. Lo facciamo grazie a Matias Scavino, segretario generale del club.

Dopo la stagione in Primera Division del 2015, l’anno scorso il Nueva Chicago ha chiuso il campionato a metà classifica e con relativa tranquillità. Cosa sta succedendo nella stagione attuale in cui la squadra sta passando molte difficoltà? Il ‘promedio’ non fa sorridere e la posizione in classifica è preoccupante: quali sono i vostri obiettivi nel breve e medio periodo?

“La squadra sta vivendo un momento negativo e difficile. A metà marzo, a causa delle dimissioni dell’allenatore Juan Jose Serrizuela e del suo staff, abbiamo deciso di puntare su Walter Perazzo. Mancano 6 gare alla fine del campionato e vogliamo ottenere più punti possibili. Allo stesso tempo vogliamo portare avanti quello che è il nostro obiettivo principale: continuare a puntare sui giovani del nostro settore giovanile, mandarli in prima squadra e fargli trovare continuità. Siamo un club che ogni anno ha necessità di vendere per crescere e migliorare”.

È un proposito della vostra dirigenza che il Nueva Chicago abbia uno dei migliori settori giovanili di tutto il calcio argentino? Nella prima squadra avete vari calciatori che sono cresciuti e si sono formati nel club.

“Il pensiero principale della dirigenza è che il settore giovanile rappresenti la vera ricchezza del club. Stiamo cercando di dare tutti gli strumenti possibili ai nostri giovani: luoghi di allenamento, materiale di lavoro e pagamento puntuale degli stipendi a tutti coloro che lavorano nel club. La nostra dirigenza si basa e continuerà a basarsi sulla ‘cantera’. Dobbiamo pensare al futuro, considerando che ogni anno abbiamo necessità di vendere 2,3 o 4 giocatori per crescere, progredire e poter aspirare ad arrivare in Primera Division. Fa tutto parte di un lavoro e di un processo che si deve costruire giorno dopo giorno”.

Come lavora il Nueva Chicago nel suo settore giovanile? Sono molti i giocatori che negli ultimi anni sono usciti dal vostro vivaio e che ora stanno giocando in Primera Division Argentina o all’estero. Mi riferisco, per esempio, a David Barbona (Atletico Tucuman), Nicolas Gimenez (Talleres de Cordoba), Matias Vera (O’Higgins, squadra cilena) e Leonardo Sigali (ora al Racing de Avellaneda, ma con un passato in Europa e in Champions League)

“Abbiamo come responsabile del settore giovanile Facundo Arguello, un ragazzo giovane, cresciuto nel club da quando aveva solo 6 anni e con diverse presenze nella nostra prima squadra. Avendo grande senso di appartenenza per questa società pensiamo che sia la persona giusta per far crescere e migliorare i ragazzi più giovani e anche coloro che sono molto vicini al salto in prima squadra. Il Nueva Chicago storicamente ha sempre prodotto e lanciato buoni calciatori. Non ci sono molte altre squadre che lavorano così attentamente e puntigliosamente con il ‘futbol infantil’, ovvero i bambini alle prime esperienze calcistiche, come lo facciamo noi. La nostra priorità rimane sempre quella di lanciare ragazzi in prima squadra, perché sappiamo che il materiale per crescere come società arriva proprio dal nostro vivaio. Per noi è un grande orgoglio se un nostro calciatore riesce ad arrivare nel calcio professionale e dimostrare le proprie potenzialità, fino ad essere venduto a squadre importanti”.

Perché nonostante il Nueva Chicago produca e lanci tanti buoni calciatori, non riesce ad essere protagonista nel calcio argentino come si penserebbe?

“In realtà non è un problema solo del Nueva Chicago. Ci sono tante altre squadre molto brave e attente nel produrre calciatori di buon livello che andranno poi a giocare nel calcio internazionale, ma che faticano a ottenere risultati di rilievo. Su tutti l’Argentinos Juniors considerata ‘la cantera del mundo’, che sta finalmente trovando continuità in Primera Division. Passa tutto da un lavoro dirigenziale, amministrativo e puramente calcistico. Se mancano questi elementi, anche se lanci sempre buoni calciatori, diventa difficile e complicato ottenere risultati sportivi importanti. Bisogna impostare un lavoro organizzato e spalmato in più anni. I nostri obiettivi come staff dirigenziale sono lanciare giovani calciatori e rimanere ordinati dal punto di vista istituzionale, amministrativo ed economico. Con il passare del tempo sono convinto che i risultati si noteranno”.

Cosa rappresenta per la vostra società il calciatore Christian Gomez? È il terzo miglior goleador del club e il giocatore con più presenze nella storia del Nueva Chicago (più di 400).

“È un simbolo della nostra società, un idolo e una parte importante della storia del Nueva Chicago. Anche ora che ha 43 anni è un calciatore fondamentale per noi e soprattutto un punto di riferimento all’interno dello spogliatoio per i compagni. Tre mesi fa un gruppo di soci del club ha realizzato una statua in suo onore: questo dimostra il grado di importanza e quello che rappresenta Christian per la nostra squadra”.

Tommaso Ferrarello e Francesco Fedele