ESCLUSIVA FS24 – Virzì: “Palermo, Cannavò merita la convocazione in prima squadra. Scandurra e quell’aneddoto sulla dieci della Roma…”

 di Francesco Fedele  articolo letto 934 volte
ESCLUSIVA FS24 – Virzì: “Palermo, Cannavò merita la convocazione in prima squadra. Scandurra e quell’aneddoto sulla dieci della Roma…”

 

“La salita è dura, ma quando arrivi in cima, il panorama è fantastico”. Questa è forse la frase più adatta alla storia di Gianluca Virzì, al suo lavoro ed alla crescita dei suoi giovani calciatori. Il procuratore e talent scout siciliano, che nel recente passato si è distinto per la bontà di diverse operazioni da lui seguite, ha sempre cercato di trasmettere ai propri assistiti la passione per questo sport, la dedizione nel fare sacrifici e la voglia di scrivere pagine importanti nel nostro calcio. Intervenuto in esclusiva ai microfoni di FootballScout24, sono stati diversi gli argomenti toccati.

Roberto Marino si è preso la Reggina.

“Con Marino si è raggiunto l’obiettivo che ogni ragazzo ha quando comincia il proprio percorso in una società professionistica, ovvero un contratto da professionista. Ad oggi credo sia uno dei pochissimi classe ’98 in Serie C ad aver giocato tutte le partite, eccezion fatta per quella contro la Paganese. Al di là del minutaggio, è il numero delle presenze che la dice lunga su quello che sta facendo questo ragazzo. Sono orgoglioso di lui perché la sua è una storia definibile tortuosa, in quanto dopo essere uscito con tante difficoltà dalla Primavera del Catania ha deciso di rimettersi in gioco in Serie D, e per questo ho ricevuto le critiche di molte persone che mi hanno a suo tempo accusato di aver rovinato un talento. Questa scelta gli ha invece permesso di maturare, di crescere, nostro vero obiettivo, ed è riuscito inoltre a vincere un campionato con la Sicula Leonzio. Adesso ha coronato il suo sogno, quello di firmare un contratto da professionista ed entrare nel calcio che conta, e tutto ciò sono doppiamente felice sia avvenuto in una grande piazza ed in una società che sta dimostrando di credere nei giovani, che fa i fatti invece delle chiacchiere”.

Hai accennato brevemente la carriera di Marino. C’è un passaggio da evidenziare, ovvero la decisione di lasciare il Catania nonostante fosse giovanissimo e già nel giro della Primavera, per affrontare la Serie D. Che parole hai usato per spiegargli come questa fosse la migliore scelta per la sua crescita?

“Quello con Marino è un rapporto che va oltre l’aspetto calcistico, in quanto tra di noi si è instaurata sin da subito una connessione mentale. Roberto era abituato a giocare in Primavera con il Catania e, dopo aver fatto anche un ritiro con la prima squadra, si è ritrovato catapultato in una realtà completamente diversa come la Serie D. Serviva fiducia, bisognava credere in ciò che stavamo facendo, ed è bastato un incontro durato una mattinata con il padre del ragazzo e lo stesso Roberto per capire ciò. Abbiamo analizzato le prospettive, le possibilità ma anche le insidie di questo percorso. Non potevo garantire nulla, tranne la certezza che se il giocatore avesse mantenuto un tenore di vita regolare, senza perdersi, sarebbero arrivate soddisfazioni. Marino ha mostrato grande maturità e grande fame, cose non comuni alla sua età. Ha inoltre capito che servivano sacrifici e gavetta, che bisognava tornare a calcare i campi dilettantistici ma questa volta tra i grandi, per fare in modo che si avverasse quello che gli dissi tre anni fa, ovvero che sarebbe potuto diventare un grande calciatore. Alla prima esperienza in Serie D, ci tengo a sottolinearlo, Marino era un under ma addirittura sotto-fascia, ed infatti per 6 giornate non ha visto il campo, ma dopo essere entrato alla settima partita non è più uscito. Dopo due campionati da titolare in Serie D, adesso si sta mettendo in mostra in una categoria superiore. Mi auguro che il prossimo anno saremmo qui a parlare di Serie B, e posso dire che vi è già qualche compagine che si è affacciata in casa Reggina per seguire il ragazzo”.

Gira voce che queste squadre siano addirittura di Serie A…

“Precisamente due società. Quando una squadra come la Reggina, conosciuta per aver sempre lanciato giovani di qualità, punta su un ragazzo che si è fatto le ossa in Serie D, le attenzioni aumentano. Tra l’altro Marino si è fatto conoscere al Viareggio dello scorso marzo, quando la Reggiana chiese di chiudere la trattativa per il ragazzo. Il direttore Grammatica è poi andato via e non se n’è più fatto nulla. Vi era poi la possibilità di continuare con la Sicula Leonzio, ma per tanti motivi con Roberto abbiamo deciso di fare diversamente, e devo dire che anche questa volta la decisione è stata quella giusta. Ci capiamo con uno sguardo, la fiducia è talmente grande che c’è totale accordo su ogni cosa. Marino ha grandi possibilità, lo ripeto, dipenderà adesso dalla fame che avrà, dalla volontà di combattere e di sacrificarsi. A quest’età i sacrifici devono essere quintuplicati, e lui lo sa. Un suo grande pregio è che alla fine di ogni partita, quando ci sentiamo, non tesse mai le lodi delle sue prestazioni, anzi è molto autocritico. Ho tentato di inculcargli questo anni fa, e adesso alle volte gli dico che forse esagera, ma lui vuole sempre migliorare, non si accontenta mai”.

Lorenzo Scandurra, dopo diversi provini e tante richieste, ha scelto la Roma.

“Il ragazzo è stato seguito da diverse società come l’Atalanta che per un po’ di tempo lo ha valutato a Zingonia, per poi fare scelte diverse perché per i fuori-regione il club deve essere convinto che in quel ruolo ci sia reale necessità. Dopo la fine dei dialoghi con la Dea è cominciata una lunga fase di trattative con Juventus e Genoa, difatti Scandurra è andato a più riprese nei rispettivi centri sportivi. La Roma è stata l’ultima società ad avvicinarsi al ragazzo, ma lo ha fatto in una maniera incredibilmente decisa. I giallorossi sono riusciti a toccare gli argomenti che davvero contavano ai fini della decisione finale. Lorenzo ha una maturità fuori dal comune, ha fatto una scelta senza lasciarsi influenzare né dalla famiglia né dagli amici, il suo unico punto di riferimento a livello professionale sono sempre stato io, ma con lui così come con tutti i miei assisiti faccio in modo che la decisione sia totalmente loro, il mio compito è quello di metterli in condizione di poter optare tra alternative di migliore prospettiva. Nonostante a Vinovo sia sempre stato trattato benissimo, durante la prima visita a Trigoria mi disse che qualcosa lo aveva catturato, vuoi per le strutture, vuoi per la squadra, vuoi per l’ambiente nel suo complesso. Ti svelo un aneddoto: uno dei massimi dirigenti della Roma, il giorno prima che Lorenzo tornasse a Catania per prendere la decisione finale, ha preso la sua agenda personale e sai cosa gli ha detto? Queste parole: “Non so se sceglierai la Juventus o la Roma, però ti chiedo di farmi un autografo con dedica perché lo darò ai miei nipoti e gli dirò, se dovessi diventare un giocatore della Roma, che tu sarai stato uno dei più grandi numeri dieci nella storia di questo club”. Questa frase è stata detta a Fiumicino prima di scendere dalla macchina. Personalmente non ho avuto la forza di commentare per l’emozione, invece il ragazzo senza battere ciglio ha fatto quanto gli è stato chiesto ed ha salutato, ma da lì ho capito che avrebbe scelto la Roma, nonostante le alternative di livello come Juventus e Genoa, società quest’ultima che si è sempre dimostrata davvero interessata, con il Responsabile del Settore Giovanile Sbravati in prima linea, nonostante le risorse non siano paragonabili a quella dei club italiani più blasonati. Tutti erano convinti che alla fine Scandurra sarebbe finito alla Juventus, invece ha sposato la causa Roma e domenica scorsa ha anche fatto gol con l’Under 15”.

Altro ragazzo che segui è Michele Lo Curto, ragazzo che dal Cesena è anche arrivato in Nazionale Under 15.

“Il percorso di questo ragazzo procede in maniera davvero spedita, addirittura quest’anno gioca titolare sottofascia con l’Under 17, attualmente primo in classifica. Non posso non tessere le lodi di Lo Curto, arrivato in un gruppo che già la scorsa stagione aveva fatto bene e, nonostante ciò, si è riuscito ad inserire sin da subito e con ottimi risultati. Il suo obiettivo è tornare in Nazionale, in quanto la scorsa stagione il suo sogno Europeo si è arenato solo alla penultime convocazioni, dove tra lui e Dimarco dell’Inter, altro ottimo giocatore si è scelto il nerazzurro, probabilmente anche per natura tattica in quanto Michele è un terzino più offensivo, mentre Dimarco si caratterizza per buone capacità soprattutto difensive. Questo però non ha pregiudicato la crescita di Lo Curto, anzi il Cesena lo ha premiato facendolo salire di categoria, ed i dirigenti del club mi dicono sempre che ci sono pochi eguali in termini di qualità tra i 2002 presenti in Italia. Non mancano attenzioni da parte di grandi club, con in particolare due società che sono spesso in contatto con il Cesena per parlare di Michele. Sono del parere che l’anno della definitiva consacrazione sarà questo, dopo l’ambientamento della passata stagione, e mi sento di dire che presto arriverà il salto di qualità definitivo per questo giovane talento”.

Non mancano calciatori di cui parlare, come ad esempio Nico Bozzanga, passato in estate al Venezia.

“Parliamo di un classe 2003 di grande prospettive, che può arrivare tranquillamente a dieci gol nel campionato Under 15, seguito da Venezia e Padova, con i lagunari che alla fine l’hanno spuntata. La scelta del ragazzo per me è stata quella giusta, tra l’altro anche Perinetti, che da poco ha lasciato il club, lo vide giocare e mi disse che in questo contesto poteva starci tranquillamente. Un altro giocatore sul quale mi piacerebbe palare è Salvatore Finocchiaro, ultima operazione che ho chiuso”.

Prego.

“Finocchiaro è un talento che ho visto poche volte negli ultimi anni. Grande tecnica, grande rapidità tra i pali, che in un ambiente come quello di Pistoia e con un grande uomo di calcio come Andrea Innocenti, riuscirà a dare il meglio di sé. Sono convinto che a breve passerà dall’Under 15 all’Under 17, gruppo con il quale già si allena. Deve crescere fisicamente, ed inoltre ritengo che se dovesse mettere quei centimetri di altezza che necessita, diventerà uno dei migliori prospetti giovanili nel suo ruolo”.

Intanto prosegue il lavoro con le nuove categorie…

“Non è il momento di fare nomi, ma posso dirti che presto due 2004 che seguo sosterranno dei provini in giro per l’Italia. Per i 2005 c’è tempo, anche se da poco ho portato due ragazzi a sostenere un provino al Milan, così come per i 2006. Elementi di grande talento, sui quale mi sbilancio nonostante la giovanissima età”.

Merita un cenno la storia di Adamzaki Outtara.

“Calciatore classe ’98, uno dei pochi che quando vedo giocare mi emoziona. Due anni fa prende una barca da solo, senza famiglia, per avventurarsi in Italia. Arriva qui e va in un centro di accoglienza, dove ogni anno formano una squadra di calcio, e la scorsa stagione in Seconda Categoria ha messo a segno 45 gol. Devo essere sincero, questo ragazzo mi è stato segnalato, sono andato a vederlo ma all’inizio non mi aveva impressionato più di tanto. Ho voluto comunque provare a portarlo in giro, e man mano ho raccolto consensi, fino a quando la Sancataldese non mi ha chiesto di tesserarlo. Alla prima partita giocata con la nuova maglia Adam è stato impressionante, ha continuato a mostrare la fame che aveva. Mi chiamano da tutta Italia per chiedermi di lui, perché quando un giocatore è importante la voce gira. Se riuscirà a consacrarsi in Serie D, la prossima stagione potrà arrivare tra i professionisti”.

Il fallimento della Maceratese non l’ha abbattuto, Salvatore Lombardo riparte dall’Acireale.

“Salvo sta percorrendo praticamente la stessa strada di Roberto Marino. Dopo il fallimento della Maceratese, che tu hai già citato, è approdato in una piazza importantissima come Acireale, che subito si è fidata di lui e gli ha dato il tempo di capire che differenza c’è tra un campionato relativo come la Berretti e la Serie D. Il ragazzo si è calato perfettamente nella nuova realtà, e sta dimostrando di essere un giocatore importante”.

Una delle migliori promesse in casa Palermo è sicuramente Kevin Cannavò.

“Su Kevin potrei aprire un libro. È approdato in un settore giovanile professionistico lo scorso anno, forse già grande, essendo un 2000, ma è stato capocannoniere in campionato infernale come quello dell’Under 17 Girone C senza tirare nessun rigore, questa è una cosa che ci tengo a sottolineare. Ha giocato le finali Nazionali perse contro l’Inter, ma l’U17 nerazzurra è una delle formazioni giovanili più forti in Europa. L’unica cosa che, a mio avviso, in questo momento manca a Cannavò è il passaggio nella prima squadra del Palermo. Sono del parere che la società debba valutare questo, perché parliamo di un calciatore che quando impiegato contro ragazzi più grandi di lui riesce sempre a fare la differenza. Quest’anno milita in Primavera da sotto-fascia ed ha già fatto un gol, proseguendo sulla falsariga della scorsa stagione. Sono convinto che se sarà convocato in prima squadra, con la quale molto spesso si allena insieme ad un altro elemento importante come Mirko Gallo, e se gli sarà inoltre data la possibilità di entrare, farà innamorare il tecnico anche con una sola azione sulla fascia. Il Palermo deve avere il coraggio di fare con lui quello fatto con La Gumina, chiedo alla società di crederci. Inoltre Cannavò è già stato oggetto dell’interesse di club come la Roma nello scorso mercato estivo, ma la decisione è stata quella di continuare con i rosanero”.

Chiudiamo con Salvatore Strano, che prosegue la sua esperienza nel Genoa.

“Giocatore di un talento impressionante. Da Catania, dove militava in una squadra che giocava i campionati provinciali, si è ritrovato in una compagine storica e blasonata come il Genoa. I rossoblu non prendono di certo il primo che capita, in quanto parliamo comunque di un fuori-regione che quindi rappresentava un vero e proprio investimento. Dalla società mi hanno detto fin da subito che il ragazzo poteva diventare un calciatore importante, ma ciò dipendeva solo da lui. Dopo più bassi che alti nella passata stagione, nell’attuale annata si è consacrato sin da subito, e Strano è stato definito dagli addetti ai lavori del Grifone uno dei migliori talenti del proprio settore giovanile, un calciatore che ha le potenzialità per arrivare in prima squadra. Strano non deve però rilassarsi, deve capire che il futuro è nelle sue mani e che deve comportarsi con la professionalità di un grande giocatore. Ovunque ha giocato ha lasciato il segno, è seguito dai grandi club del nostro campionato, le premesse per fare bene ci sono tutte”.